Sorelline ritrovate, scarcerati madre, nonno e compagno: cosa ha deciso il gip

25 Giugno 2026   19:14  

Dopo gli interrogatori di garanzia, il giudice convalida i fermi ma dispone obbligo di dimora e doppia firma quotidiana per tutti e tre gli indagati.

SULMONA – Lasciano il carcere la madre, il nonno materno e il compagno della donna, coinvolti nell’inchiesta sulle due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena e ritrovate dopo circa due settimane in un’abitazione di Formia.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, al termine degli interrogatori di garanzia, ha convalidato i provvedimenti di fermo nei confronti di Valentina D’Acunto, del padre Marco D’Acunto e del compagno Vincenzo Esposito, senza però disporre la prosecuzione della custodia cautelare in carcere.

Per tutti e tre è stato applicato l’obbligo di dimora nel comune di residenza, accompagnato dall’obbligo di presentarsi due volte al giorno nella più vicina stazione dei carabinieri. La misura cautelare era stata richiesta dalla Procura della Repubblica di Sulmona.

I tre sono indagati per sequestro di persona aggravato in concorso. L’accusa, ancora da verificare nel corso del procedimento, riguarda il presunto ruolo ricoperto nell’allontanamento delle ragazze dalla struttura protetta e nel successivo trasferimento nel Lazio.

Gli interrogatori erano iniziati intorno alle 9.30 nel palazzo di giustizia di Sulmona. Secondo quanto emerso, tutti gli indagati avrebbero risposto alle domande del gip, fornendo la propria ricostruzione dei fatti. Dopo le audizioni, il giudice si era ritirato in camera di consiglio per decidere sulla convalida dei fermi e sulle misure cautelari.

Per partecipare all’udienza, Vincenzo Esposito e Marco D’Acunto erano stati trasferiti dalla casa circondariale di Sulmona, mentre Valentina D’Acunto era arrivata dal carcere di Teramo.

Le due sorelle, di 12 e 16 anni, erano scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. Le ricerche si erano concluse il 21 giugno, quando i carabinieri le avevano individuate in un appartamento di Formia appartenente a una lontana parente della madre.

La donna che avrebbe ospitato le minori durante il periodo della scomparsa risulta indagata a piede libero. Gli indagati complessivi sono quindi quattro.

Le indagini proseguono per ricostruire le modalità dell’allontanamento, gli spostamenti compiuti dalle ragazze e l’eventuale coinvolgimento di altre persone. Resta inoltre da chiarire nel dettaglio il ruolo attribuito dagli investigatori a ciascuno dei soggetti coinvolti.

La convalida del fermo non rappresenta una pronuncia sulla responsabilità degli indagati, che dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento nel rispetto della presunzione di innocenza.


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