Terremoto Emilia, per i tecnici non ci sarebbe copertura per proroga tasse...

05 Novembre 2012   17:45  

Anche per i terremtoati ell'Emilia ci sono grsso problemi per ottenere il diritto ad una proroga delle scadenze fiscali. A seguire il resoconto della Gazzetta di Modena: 

''Il governo alza le barricate e dice un no che sa di definitivo alla proroga fiscale al 30 giugno 2013 che, dopo essere uscita dalla porta, era rientrata dalla finestra grazie all’approvazione in commissione di un emendamento con sponsor bipartisan.

Il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo ha infatti annunciato ieri che il governo casserà la norma approvata venerdì sera dalle commissioni affari costituzionali e bilancio della Camera che consente l’agognata proroga delle scadenze fiscali nelle zone colpite dal sisma in Emilia e in Lombardia.

«Aspettiamo la relazione tecnica della ragioneria dello Stato; se confermerà che il costo della norma è di 140 milioni, o si trova una copertura oppure dovrà essere espunta dal provvedimento e lo faremo nel passaggio al Senato» ha detto Polillo.

Le cifre che avevano orientato il voto dei deputati e quelle del governo differiscono di molto: per i parlamentari la norma comporta un costo di 3 milioni di euro.

«Sono cifre talmente lontane che l'impressione è che ci sia stata un'errata valutazione da parte dei parlamentari - ha aggiunto Polillo - Ma se i conti della ragioneria saranno confermati è chiaro che la norma non può restare, sarebbe in violazione dell'articolo 81 della Costituzione», che obbliga al pareggio di bilancio.

Il sottosegretario ha concluso: «Spero di avere dalla Ragioneria elementi oggettivi per convincere i parlamentari che quella norma non può essere approvata».

Le dichiarazioni di Polillo hanno scatenato una reazione indignata bipartisan da parte di maggioranza e opposizione.

Duri sono stati i commenti dei parlamentari emiliani e c'è chi ha minacciato di non votare la fiducia al governo.

È il caso di Isabella Bertolini del Pdl: «Il sisma non è mai stato tema da campagna elettorale. Personalmente non ho fatto mancare il sostegno all'Esecutivo, ma se non sarà accettata la proroga non voterò la fiducia al Governo.

A Roma devono capire che provvedimenti come questi non sono aiuti, ma investimenti fondamentali in un'area che, prima del terremoto, valeva oltre un punto di Pil. Prima si riparte e prima se ne avvantaggia l'intero Paese. Limitarsi a dire che non ci sono le risorse, come fa il Governo, non basta».

«Il governo non si azzardi a modificare la norma sulla proroga fiscali per i territori terremotati dell'Emilia Romagna e della Lombardia con la scusa della mancanza di copertura finanziaria» ha dichiarato Silvana Mura deputata di Idv.

«Il sottosegretario Polillo invece di fare il gradasso ci spieghi perchè il governo e lui stesso nel marzo scorso hanno fatto pressioni per far approvare il decreto sulle liberalizzazioni che aveva ben cinque articoli privi di copertura finanziaria.

Sarebbe scandaloso se quello che è stato concesso allora per salvare la faccia al governo, fosse negato oggi ai cittadini terremotati».

Sull’argomento anche il senatore emiliano della Lega Nord Giovanni Torri:

«Al Senato la norma non sarà espunta perchè se il governo vuole può trovare i fondi necessari alle esenzioni per i terremotati. Intanto non dia alla Sicilia i 900 milioni di euro e non dia al Monte dei Paschi altri 500 milioni di euro. 

Non è possibile continuare con questo tira e molla perchè questi non sono aiuti ma veri e propri investimenti nel sistema produttivo e sociale finalizzati a far riprendere economicamente un territorio che si attesta sull'1% del Pil».

Arrabbiati anche il segretario provinciale Pd Davide Baruffi e del coordinatore Pd Area Nord Massimo Michelini:

«La completa chiusura del governo sugli emendamenti al decreto 174 rappresenta un fatto molto grave, che rischia di incrinare pericolosamente il patto di fiducia tra territori colpiti dal sisma e il Governo stesso. 

La sostanziale condivisione da parte delle forze politiche, degli amministratori, del commissario straordinario Errani, delle organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori di tali emendamenti pone il Governo in una situazione di isolamento incomprensibile.

Tale rottura appare ancora più grave nei modi in cui è maturata: assenza costante di rappresentanti del Governo nella discussione affidata a funzionari della Ragioneria dello Stato.

La copertura finanziaria per tali provvedimenti - tesi a salvaguardare parzialmente e temporaneamente i redditi da lavoro e quelli da impresa - appare sufficiente e si sta parlando unicamente di proroghe fiscali, non di esenzioni e privilegi.

I risultati ottenuti sino a questo momento sono frutto quasi esclusivo dell’impegno degli amministratori del territorio coordinati dal commissario straordinario Errani. Chi vuole respingere le ragionevoli proposte in discussione si assume una responsabilità politica molto pesante. Chiediamo al Governo un sostanziale cambio di atteggiamento e al Parlamento di non rinunciare alle proprie prerogative».

Fonte La Gazzetta di Modena

 


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