Assalto alla famiglia nel bosco per selfie: l’appello disperato dei genitori

18 Agosto 2026   17:57  

Droni, fotografie, richieste di selfie e persino intrusioni nella proprietà: Catherine Birmingham e Nathan Trevallion ringraziano per la solidarietà ma chiedono rispetto e maggiore privacy.

La grande attenzione nata attorno alla vicenda della “famiglia nel bosco” sta producendo conseguenze inattese a Palmoli, nel Chietino. Persone provenienti anche da fuori zona avrebbero raggiunto l'abitazione di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion con l'intenzione di incontrare la coppia, fotografare la casa, chiedere un selfie o acquistare una copia del libro scritto dalla donna. Una curiosità diventata tanto insistente da spingere i due genitori a rivolgere un appello pubblico per chiedere privacy e tranquillità.

La coppia ha affidato a una lettera aperta, diffusa attraverso alcuni gruppi Facebook che seguono la loro storia, un messaggio rivolto alle numerose persone che in questi mesi hanno manifestato solidarietà.

Catherine e Nathan si dicono profondamente riconoscenti per l'ondata di sostegno ricevuta e per l'attenzione verso la loro battaglia per ricongiungersi con i figli, ma spiegano contemporaneamente di attraversare da quasi due anni un periodo di fortissimo stress emotivo.

«Vi chiediamo, gentilmente, di concederci la privacy e lo spazio di cui abbiamo bisogno per ritrovare la forza per i nostri figli», è uno dei passaggi centrali del messaggio diffuso dalla coppia.

La situazione avrebbe assunto in alcuni casi dimensioni tali da richiedere persino l'intervento delle autorità locali. Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha raccontato all'Ansa che in un'occasione i coniugi hanno contattato la Polizia municipale dopo aver notato persone effettuare riprese della proprietà utilizzando un drone.

Non sarebbe stato l'unico episodio. Diversi curiosi avrebbero raggiunto la zona per fotografare quella che ormai è conosciuta come la “casa nel bosco”, chiedendo successivamente di poter incontrare personalmente Catherine e Nathan.

A descrivere il fenomeno è intervenuto anche l'amministratore del gruppo Facebook “Famiglia nel bosco, io ti difendo”. Secondo quanto riferito, alcune persone avrebbero chiesto fotografie e selfie, altre una copia del libro, mentre qualcuno si sarebbe spinto ancora oltre.

In un caso, infatti, una persona sarebbe entrata all'interno della proprietà privata realizzando un video, comportamento che ha provocato la dura reazione dei sostenitori della coppia, che hanno invitato pubblicamente a lasciare tranquilli i due genitori.

Catherine Birmingham ha ribadito nella lettera quanto sia importante preservare l'abitazione da questa improvvisa esposizione. La casa viene descritta come un “rifugio sicuro”, uno spazio necessario per recuperare serenità dopo i mesi particolarmente complessi vissuti dalla famiglia.

La donna ha inoltre chiarito che non è necessario raggiungere l'abitazione per incontrarla o acquistare direttamente il suo libro. Catherine ha spiegato che sarà disponibile in occasione delle presentazioni pubbliche del volume, durante le quali potrà confrontarsi con lettori e sostenitori.

Il messaggio della coppia resta dunque improntato alla gratitudine nei confronti di chi continua a sostenerla, ma contiene una richiesta altrettanto chiara: evitare visite non concordate, fotografie, riprese e intrusioni. La solidarietà ricevuta, sottolineano implicitamente Nathan e Catherine, può continuare anche senza trasformare la loro vita privata in una meta per curiosi.


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