Biancazzurri di nuovo sconfitti: Siena-Pescara 1-0

Stroppa si dimette a fine gara

18 Novembre 2012   17:02  

A quanto pare, al Pescara il bianconero é proprio indigesto. Contro il Siena é infatti arrivata una nuova sconfitta, la seconda consecutiva (l'ottava in totale), paradossalmente forse più pesante della debacle di settimana scorsa contro la capolista Juventus, in quanto subita contro una diretta concorrente per la salvezza, così pesante che, poco dopo la fine del match, ha convinto l'allenatore Giovanni Stroppa a rassegnare le proprie dimissioni.

Uno stop tutto sommato meritato, dal momento che, a parte un paio di tentativi estemporanei e non particolarmente insidiosi di Caprari e Quintero su calcio di punizione, e soprattutto il rigore fallito da Vukusic, il Pescara non é di fatto mai stato pericoloso in zona offensiva, risultando oltremodo nervoso e terminando la gara in nove uomini.

Grazie a questo risultato il Siena, dal canto proprio, lascia almeno momentaneamente l'ultimo posto in classifica, in attesa del delicato derby di Genova.

Ancora 3-5-2 per il Pescara, con la coppia d'attacco formata da Abbruscato e Vukusic, mentre per il suo Siena Cosmi opta per il consueto 3-4-2-1, con Rosina e Valiani alle spalle diell'ex biancazzurro Calaiò.

Passano quattro minuti ed il croato Vukusic incorna di testa in area, mandando però il pallone al lato della porta senese.

Rovesciamento di fronte e, un minuto dopo, é il Siena a sfiorare la segnatura, con Rosina che manda fuori a lato solo di fronte a Perin. Da qui in poi é un monologo dei padroni di casa, con i biancazzurri incapaci di sviluppare trame offensive degne di tale nome.

Al 21' clamoroso palo colpito da Calaiò, che non riesce a sfruttare a dovere una palla fortuitamente respinta di Bocchetti sui suoi piedi e, dieci minuti dopo (al 31'), il gol che decide la gara: grande lancio di Vergassola per Valiani che, dal vertice sinistro dell'area piccola, lascia partire un imprendibile diagonale al volo che si infila alle spalle dell'incolpevole Perin. 

Il Pescara tenta un'immediata reazione, ma di fatto crea l'unico vero pericolo della prima frazione di gioco solamente al 44', quando Vukusic si incunea in'area bianconera e viene steso da Contini. L'arbitro non ha dubbi e decreta il calcio di rigore: se ne incarica lo stesso Vukusic, che però tira debolmente e si fa parare il tiro da Pegolo, comunque bravo ad intuire la direzione. Il Siena riparte subito in contropiede e, complice il posizionamento non impeccabile della difesa biancazzurra, Calaiò si ritrova solo di fronte a Perin, tirando però malamente a lato. Prima di mandare le squadre negli spogliatoi, il direttore di gara fa in tempo ad espellere l'allenatore toscano Cosmi per proteste.

Ad inizio ripresa le due squadre si ripresentano in campo con gli stessi effettivi, ed é il Pescara a (tentare di) dettare i ritmi del gioco, pur senza mai impensierire davvero la difesa del Siena, che agisce di rimessa rendendosi pericoloso al 47' con Rosina ed al 55' ancora con Calaiò,cui la soddisfazione di far gol alla sua ex squadra gli é negata da un superlativo intervento di Perin, bravo ad alzare sopra la traversa un insidiosissimo tiro dell'attaccante. 

Quintero prova a prendersi sulle spalle il Pescara, sia su azione sia su calcio da fermo, senza però risultare incisivo, e venendo sostituito al 66' da Caprari. L'ex romanista alla fine risulterà l'unico biancazzurro ad aver messo in discussione la vittoria del Siena, impegnando abbastanza seriamente il portiere bianconero Pegolo con un destro da fuori area.

La sterile supremazia territoriale degli adriatici dura fino all'86' , quando Capuano, già ammonito, commette fallo e si fa espellere, imitato al 92' da Zanon, punito con il cartellino rosso per un'entrata da ultimo uomo su Calaiò. Ultimo brivido poco prima del fischio finale, con il solito Calaiò a calciare a fil di palo su punizione.

A prescindere dal risultato, il Pescara é sceso in campo a Siena con il piglio sbagliato, senza dimostrare lo spirito che avrebbe dovuto avere una squadra in lotta per salvarsi. 

Segno evidente che la rosa biancazzurra ormai non seguiva più le direttive di Stroppa che, secondo quanto affermato dal ds Delli Carri, ha ritenuto opportuno farsi da parte.


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