Caso casa nel bosco, partono i test psicologici sui tre bambini

05 Marzo 2026   18:30  

Avviata dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila la perizia psicologica sui tre fratelli allontanati dalla casa nel bosco, ospiti di una struttura protetta da quattro mesi.

Entrerà nel vivo da domani la perizia psicologica disposta dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila sui tre bambini allontanati dalla cosiddetta “casa nel bosco”, che da circa quattro mesi vivono in una struttura protetta dopo il provvedimento delle autorità giudiziarie.

I minori, figli della coppia anglo-australiana formata da Nathan e Catherine, saranno sottoposti a una serie di colloqui e test psicodiagnostici da parte della consulente tecnica d’ufficio, la psichiatra Simona Ceccoli, incaricata dai giudici minorili di valutare le loro condizioni psicologiche e il contesto relazionale.

Gli incontri con i bambini si svolgeranno direttamente nella casa famiglia dove sono ospitati dal 20 novembre scorso. L’attività peritale inizierà già nelle prime ore della mattina e proseguirà anche nella giornata di sabato, con un calendario di osservazioni e verifiche che prevede la presenza anche del consulente nominato dalla difesa, lo psichiatra Tonino Cantelmi.

L’obiettivo della consulenza è stabilire con precisione lo stato emotivo e psicologico dei tre minori, analizzando eventuali conseguenze del contesto familiare e delle vicende che hanno portato al loro allontanamento. La relazione finale dovrà essere consegnata alle parti entro sessanta giorni, termine entro il quale i giudici potranno valutare gli elementi raccolti.

L’esame sui bambini arriva dopo la perizia sulla capacità genitoriale della coppia, che nelle scorse settimane aveva acceso un intenso dibattito pubblico e mediatico attorno alla vicenda della famiglia che viveva isolata nel bosco.

Nel frattempo resta aperta anche la questione dell’abitazione. Il casolare immerso nell’area boschiva, concesso in comodato gratuito alla famiglia, appartiene all’ex ristoratore di Ortona, Armando Carusi, che ha ribadito la propria disponibilità a proseguire il rapporto solo per un periodo limitato.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso Carusi, l’intenzione è quella di mantenere la locazione per un altro anno, nonostante una fondazione del Nord Italia si sia detta pronta a coprire i costi dell’affitto fino alla maggiore età dei tre bambini. “Il mio gesto nasce come atto di solidarietà per favorire un possibile ricongiungimento familiare. Posso proseguire ancora per un anno, ma non oltre”, ha spiegato.

Sul piano amministrativo, inoltre, non risulta ancora presentato in Comune alcun progetto di ristrutturazione del casolare da parte di Nathan, elemento che lascia aperti diversi scenari. Secondo alcune testimonianze raccolte, la famiglia potrebbe valutare la possibilità di trasferirsi in un’abitazione più grande, sempre all’interno della stessa area boschiva.

La vicenda resta quindi al centro dell’attenzione mentre gli accertamenti giudiziari e psicologici proseguono, con l’obiettivo di chiarire le condizioni dei minori e le prospettive future del nucleo familiare.


Oroscopo del Giorno powered by oroscopoore