Lo psichiatra contesta le valutazioni tecniche emerse nelle analisi sui minori e difende la madre, parlando di accuse infondate e clima di ostilità istituzionale
Nuovi sviluppi nel caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”, con la presa di posizione dello psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della difesa dei genitori, che esprime forti perplessità sulle recenti perizie psicologiche condotte sui minori.
Intervenendo pubblicamente, Cantelmi ha sottolineato criticità nella qualità tecnica delle valutazioni, in particolare nella componente definita “testologica”, annunciando che le osservazioni verranno approfondite e presentate nelle sedi competenti. Una posizione che si inserisce in una fase delicata del procedimento, caratterizzata da accertamenti sul contesto familiare e sulle condizioni dei bambini.
Nel suo intervento, il professionista ha inoltre evidenziato lo stato di sconforto della madre, identificata come Catherine, sostenendo che nei suoi confronti verrebbero attribuite intenzioni non corrispondenti alla realtà. In particolare, Cantelmi ha respinto le accuse secondo cui la donna avrebbe utilizzato i figli in maniera strumentale, anche con finalità economiche, definendole prive di fondamento tecnico e lesive della sua immagine personale.
Secondo lo psichiatra, il rapporto affettivo tra la madre e i figli sarebbe autentico e non riconducibile alle interpretazioni emerse nelle perizie. Ha inoltre parlato di un clima di ostilità nei confronti della donna, sottolineando come tali dinamiche non sarebbero direttamente collegate agli elementi contenuti nell’ordinanza del tribunale relativa al prelievo dei minori.
Cantelmi ha quindi ribadito la propria fiducia nel lavoro della magistratura, auspicando una valutazione più equilibrata e aderente ai dati oggettivi. La vicenda resta al centro dell’attenzione, in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari e dell’esito delle verifiche tecniche ancora in corso, che dovranno chiarire i contorni di una situazione complessa e particolarmente sensibile.