Chiude la compagna in auto: «Voleva portarmi a uccidermi»

13 Settembre 2026   12:50  

Il cinquantacinquenne è finito in carcere dopo le indagini: secondo l’accusa avrebbe aggredito la compagna progettando di condurla lontano dal centro abitato per ucciderla.

Un'aggressione all'interno di un'automobile e il timore, raccontato dalla stessa vittima ai carabinieri, che quel viaggio dovesse concludersi in una zona isolata. È uno degli episodi centrali dell'inchiesta che ha portato in carcere un 55enne, accusato di maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione.

Secondo la ricostruzione della Procura, l'uomo avrebbe aggredito la compagna, una donna di 37 anni, dopo averla fatta salire sulla propria automobile. Durante il tragitto la situazione sarebbe rapidamente degenerata. La donna avrebbe poi riferito agli investigatori di essere stata convinta che il compagno volesse portarla in un luogo appartato per ucciderla.

A interrompere la sequenza sarebbe stato l'intervento di alcuni carabinieri liberi dal servizio. I militari avrebbero notato qualcosa di anomalo nel comportamento dell'uomo alla guida e avrebbero deciso di fermare il veicolo per effettuare un controllo.

All'interno dell'auto sarebbe stata trovata la 37enne con diverse lesioni al volto, ritenute compatibili con un'aggressione appena avvenuta. La donna è stata quindi soccorsa e accompagnata in ospedale.

Agli investigatori avrebbe raccontato di aver temuto concretamente per la propria vita, sostenendo che il 55enne intendesse raggiungere con lei una zona isolata lontana dal centro abitato.

L'episodio risale al maggio 2026 e rappresenta, secondo l'impostazione accusatoria, uno dei momenti più gravi dell'intera vicenda. La ricostruzione dovrà naturalmente essere verificata nelle successive fasi del procedimento e nel contraddittorio tra le parti.

Dopo essere stata soccorsa, la donna si sarebbe anche temporaneamente allontanata per il timore di possibili ritorsioni. La vicenda, tuttavia, non si sarebbe conclusa con quanto avvenuto all'interno dell'automobile.

La coppia si sarebbe infatti successivamente trasferita in un altro comune. Qui, nel luglio 2026, si sarebbe verificato un secondo episodio finito al centro delle indagini.

Secondo la ricostruzione investigativa, il 55enne avrebbe nuovamente aggredito la compagna, questa volta all'interno della camera da letto dell'abitazione nella quale si trovavano.

Durante quella circostanza sarebbe comparsa anche una richiesta di denaro. L'uomo avrebbe preteso dalla donna la restituzione di una somma e proprio questa condotta ha portato gli inquirenti a contestare, oltre ai maltrattamenti, anche l'ipotesi di tentata estorsione.

Gli accertamenti hanno così ricostruito una successione di episodi concentrati nell'arco di circa tre mesi: prima l'aggressione avvenuta all'interno dell'automobile e il presunto progetto di condurre la donna in un luogo appartato; successivamente il trasferimento della coppia e una nuova aggressione accompagnata, secondo l'accusa, da una richiesta di denaro.

Nel fascicolo pesa anche un precedente relativo alla stessa relazione. Nel 2024, infatti, il 55enne era già stato condannato a quattro anni di reclusione per fatti commessi ai danni della medesima donna.

In quel procedimento erano state ricostruite vessazioni e aggressioni e, secondo quanto emerso, l'uomo avrebbe anche costretto la compagna ad acquistare sostanze stupefacenti.

Il nuovo procedimento ha quindi riportato l'attenzione degli investigatori sulla situazione della coppia e sulla successione degli episodi denunciati dalla vittima.

Il passaggio più delicato dell'inchiesta rimane quello relativo al viaggio in automobile. Sarà necessario stabilire con precisione quale fosse l'effettiva intenzione del 55enne e quali elementi possano sostenere la ricostruzione fornita dalla donna.

Secondo l'accusa, proprio l'intervento dei carabinieri fuori servizio avrebbe impedito che la situazione potesse ulteriormente degenerare. I militari, insospettiti da quanto stava accadendo, decisero infatti di intervenire prima che l'automobile proseguisse il viaggio.

La donna poté così essere liberata, ricevere assistenza sanitaria e successivamente raccontare agli investigatori quanto sarebbe accaduto poco prima.

Al termine delle indagini, nei confronti dell'uomo sono state formulate le contestazioni di maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione. Il 55enne è stato quindi raggiunto dal provvedimento che ne ha disposto la detenzione.

Resta ora affidato all'autorità giudiziaria il compito di ricostruire definitivamente i fatti e verificare le accuse nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.


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