Cinque lupi morti nel Parco, sospetto veleno scuote l’Abruzzo intero

18 Aprile 2026   11:52  

Nuovo ritrovamento nell’area protetta tra Alfedena e Pescasseroli riaccende l’allarme: indagini in corso, sequestri effettuati e timori per altre specie protette coinvolte

Nuovo episodio allarmante nel cuore dell’Abruzzo, dove cinque esemplari di lupo sono stati rinvenuti senza vita nel territorio comunale di Alfedena, all’interno dell’area contigua del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti prende sempre più consistenza quella dell’avvelenamento, già emersa in un caso analogo verificatosi pochi giorni fa nel comune di Pescasseroli.

La vicenda, che si inserisce in un contesto di crescente attenzione sulla gestione della fauna selvatica, è ora al centro di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Sulmona, che ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità penali. Le carcasse degli animali, insieme al materiale rinvenuto sul posto — tra cui presunte esche avvelenate — sono state poste sotto sequestro e affidate agli specialisti per le analisi.

Gli accertamenti tecnici sono stati demandati all’Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, nella sede di Avezzano, dove verranno eseguiti esami approfonditi per determinare con precisione le cause del decesso. Un passaggio ritenuto fondamentale per chiarire se si tratti di un’azione dolosa e organizzata.

In una nota ufficiale, l’Ente Parco ha definito l’episodio “gravissimo”, sottolineando come tali atti rappresentino una minaccia concreta per un patrimonio naturale di valore inestimabile. L’utilizzo di sostanze tossiche, infatti, non colpisce esclusivamente i lupi ma può avere effetti devastanti sull’intero ecosistema, mettendo a rischio anche specie particolarmente protette come l’orso bruno marsicano, simbolo della biodiversità appenninica.

Le autorità hanno annunciato il rafforzamento delle attività di controllo sul territorio, anche attraverso l’impiego delle unità cinofile antiveleno, strumenti essenziali per individuare eventuali ulteriori esche disseminate nell’ambiente. Parallelamente, viene rinnovato l’appello alla collaborazione dei cittadini: chiunque sia in possesso di informazioni utili è invitato a contattare le forze dell’ordine per contribuire alle indagini.

L’episodio riaccende il dibattito sulla convivenza tra attività umane e fauna selvatica, in un territorio dove la tutela dell’ambiente rappresenta una priorità riconosciuta a livello nazionale ed europeo.


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