Corteo degli studenti all’Aquila contro la guerra e l’aumento delle spese militari

05 Marzo 2026   18:33  

Giovani in piazza all’Aquila nello sciopero nazionale studentesco contro militarizzazione e aumento delle spese militari, tra slogan, interventi pubblici e richieste di investimenti in istruzione.

Un grande cartello di cartone posato al centro della Villa comunale dell’Aquila ha attirato l’attenzione dei partecipanti al corteo studentesco: scritto con un pennarello nero, riportava la frase “War, children, it’s just one shot away – La guerra è solo a uno sparo”. Sotto la citazione era indicata anche la fonte, The Rolling Stones, tratta dal brano “Gimme Shelter” pubblicato nel 1969. Lo slogan è diventato uno dei simboli della manifestazione che questa mattina ha attraversato il capoluogo abruzzese.

Il corteo è partito dalla Fontana Luminosa e ha coinvolto studenti delle scuole superiori e universitari, riuniti nell’ambito dello sciopero giovanile nazionale promosso dalla Rete della Conoscenza, organizzazione che riunisce Unione degli Studenti e Link-Coordinamento Universitario. L’iniziativa ha trovato adesioni in diverse città italiane e si inserisce in un clima internazionale segnato dalle tensioni geopolitiche e dai conflitti in corso, che negli ultimi mesi hanno riacceso il dibattito sulle politiche di difesa e sicurezza.

Tra gli interventi durante la manifestazione anche quello di Francesco Filippone, responsabile organizzativo dell’UdS Abruzzo, che ha spiegato le ragioni della mobilitazione: “Siamo scesi in piazza come giovani contrari alla normalizzazione della guerra e alle politiche che puntano a rafforzare la militarizzazione della società. In diversi Paesi europei si discute perfino della possibile reintroduzione della leva militare, ma secondo molti sondaggi la maggioranza dei giovani non è favorevole a questa prospettiva”.

Uno dei temi centrali della protesta riguarda l’incremento della spesa militare. Secondo i dati citati dagli organizzatori della mobilitazione, nel 2026 l’Italia potrebbe superare i 31 miliardi di euro destinati alla difesa, con circa 13 miliardi previsti per l’acquisto di nuovi armamenti. Numeri che, secondo i promotori del corteo, andrebbero messi a confronto con i tagli o le riduzioni di risorse destinate a settori come istruzione e sanità.

Durante la mattinata il corteo ha attraversato alcune delle principali strade della città, accompagnato da striscioni, slogan e interventi pubblici. Non sono mancati momenti di confronto tra studenti, che hanno utilizzato la manifestazione come spazio di discussione su pace, politiche internazionali e priorità economiche del Paese.

L’iniziativa si inserisce in un calendario più ampio di mobilitazioni studentesche promosse a livello nazionale, con l’obiettivo dichiarato dagli organizzatori di riportare il tema della pace e degli investimenti sociali al centro del dibattito pubblico. Anche all’Aquila, come in altre città italiane, la partecipazione ha evidenziato l’interesse delle nuove generazioni verso le scelte politiche legate alla difesa, alla sicurezza internazionale e alle politiche pubbliche.


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