Discarica Bussi, emessi 33 avvisi di garanzia

Fra gli altri Di Matteo e D'Ambrosio

23 Maggio 2008   11:11  

La Procura della Repubblica di Pescara ha emesso 33 informazioni di garanzia per i fatti connessi alla megadiscarica di Bussi (Pescara). Il sito, scoperto lo scorso anno dal Corpo delle Guardie Forestali, è considerato la più grande discarica inquinata d'Europa, nella quale sono state smaltite abusivamente dall'industria chimica pesante dagli anni '60 agli anni '90' tonnellate di sostanze pericolose per la salute che hanno inquinato i pozzi che servono l'area metropolitana Chieti-Pescara. Tra i reati contestati a dirigenti Aca, Ato, industria chimica e enti pubblici, passati e presenti, l'avvelenamento dell'acqua, disastro doloso, turbativa e truffa. Le analisi scoprirono la presenza di sostanze tossiche e possibili cancerogene come tetracloruro di carbonio, esacloroetano, meta-crilonitrile: fra le possibili conseguenze delle sostanze che sarebbero contenute nell'acqua dei pozzi vi sono danni al fegato, ai reni e al colon retto.

Fra i 33 destinatari di avvisi di garanzia nell'ambito dell'inchiesta riguardante la discarica di Bussi e l'avvelenamento dell'acqua dei pozzi Sant'Angelo destinati al consumo umano della Val Pescara figurano: Giorgio D'Ambrosio, presidente dell'Ato, Bartolomeo Donato Di Matteo, presidente del Cda dell'Aca, Bruno Catena presidente dell'Aca e Bartolomeo Di Giovanni direttore generale dell'Aca, Lorenzo Livello direttore tecnico dell'Aca, Roberto Rongione responsabile Sian della Asl di Pescara, Roberto Angelucci ex sindaco di Francavilla. I 33 indagati devono rispondere a vario titolo di reati quali avvelenamento delle acque, disastro doloso, commercio di sostanze contraffatte ed adulterate, delitti colposi contro la salute pubblica, turbata libertà degli incanti e truffa. 


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