Intervengono Cecilia Angrisano e David Mancini: le decisioni sulla famiglia del bosco sono state adottate esclusivamente per la tutela dei minori.
La vicenda della cosiddetta “famiglia del bosco”, che nelle ultime settimane ha acceso il dibattito pubblico e mediatico, continua a far discutere. Sul caso è intervenuto ufficialmente il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, attraverso una nota congiunta firmata dalla presidente Cecilia Angrisano e dal procuratore della Repubblica per i minorenni David Mancini.
Nel documento i magistrati sottolineano come il clamore mediatico che si è sviluppato attorno alla vicenda di Palmoli, in provincia di Chieti, sia stato accompagnato da commenti e giudizi spesso caratterizzati da toni aggressivi e da valutazioni ritenute inappropriate rispetto alla delicatezza della situazione.
Secondo quanto spiegato nella nota, tutti i provvedimenti adottati dagli uffici giudiziari minorili sono stati assunti esclusivamente nel rispetto del principio di tutela dei diritti dei minori, sancito dalla Costituzione italiana e dalle principali normative internazionali dedicate alla protezione dell’infanzia.
Angrisano e Mancini evidenziano inoltre che ogni procedimento minorile richiede tempi di analisi e approfondimento particolarmente complessi. L’obiettivo delle indagini e delle valutazioni è quello di individuare quale sia il superiore interesse del minore, principio che rappresenta il punto di riferimento per tutte le decisioni assunte nell’ambito della giustizia minorile.
Per arrivare a queste determinazioni, spiegano i magistrati, l’autorità giudiziaria si avvale anche del contributo di professionisti specializzati, tra cui psicologi, assistenti sociali e servizi pubblici dedicati alla tutela dell’infanzia.
Nella nota viene inoltre chiarito che le decisioni più delicate, come quelle che comportano l’allontanamento dei minori dal contesto familiare, non derivano mai da posizioni ideologiche o pregiudizi nei confronti dei genitori, ma sono adottate esclusivamente con l’obiettivo di garantire il benessere e la protezione dei bambini, considerati soggetti titolari di diritti propri.
I rappresentanti della magistratura minorile ribadiscono che l’azione degli uffici giudiziari è guidata dalla necessità di assicurare una crescita equilibrata dei minori e uno sviluppo sereno della loro personalità, attraverso un lavoro che coinvolge anche gli adulti chiamati a collaborare con le istituzioni.
In conclusione, Angrisano e Mancini rivolgono un invito alla collettività e ai media a mantenere un approccio rispettoso verso le persone coinvolte e verso le istituzioni impegnate nella gestione della vicenda. Il rispetto della vita privata dei minori e delle famiglie coinvolte, sottolineano, rappresenta un elemento fondamentale per affrontare con equilibrio situazioni tanto delicate.
I magistrati ricordano infine che le decisioni adottate nell’ambito della giustizia minorile possono essere eventualmente sottoposte a verifica nei successivi gradi di giudizio, come previsto dall’ordinamento, ma sempre nel rispetto delle procedure e delle garanzie previste dalla legge.





