Una nuova irruzione artica ha riportato freddo, piogge, neve sui rilievi e gelate tardive su molte aree europee in piena primavera avanzata.
Il meteo europeo torna a sorprendere con un brusco ribaltamento di scenario. Dopo giornate dal sapore quasi estivo in diverse zone del continente, una massa d’aria fredda di origine artica ha raggiunto l’Europa centro-occidentale e settentrionale, riportando condizioni più vicine a marzo che alla metà di maggio.
Nelle ultime 24-48 ore il calo termico è stato netto soprattutto su Germania, Polonia, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e parte dei Balcani. In molte località le temperature sono scese anche di 10-15 gradi rispetto ai valori registrati pochi giorni prima, con massime rimaste spesso comprese tra 8 e 13 gradi, accompagnate da pioggia, vento e una sensazione di freddo decisamente fuori stagione.
Il ritorno dell’aria fredda ha riportato anche la neve sulle Alpi, in particolare tra Svizzera, Austria e settori del Nord Italia. Gli accumuli più significativi si sono registrati oltre i 1.800-2.000 metri, ma durante i rovesci più intensi i fiocchi sono scesi localmente fino a quote insolitamente basse per il periodo, attorno ai 1.000-1.200 metri.
Situazione delicata anche nelle campagne. In diverse aree rurali di Polonia, Germania e Ungheria, le minime notturne si sono avvicinate allo zero, favorendo gelate tardive potenzialmente dannose per colture già in fase avanzata. Un quadro che richiama il fenomeno dei cosiddetti Santi di Ghiaccio, tradizionalmente collocati tra l’11 e il 15 maggio in molte regioni dell’Europa centro-settentrionale.
Il freddo non ha risparmiato la Francia, dove molte zone hanno vissuto giornate grigie, ventose e fredde, né la Spagna, colpita soprattutto al Nord e nelle aree interne. Sui Pirenei è tornata la neve oltre i 1.400-1.800 metri, mentre tra Castiglia, Aragona e Navarra le massime sono localmente crollate sotto i 15 gradi, dopo punte vicine ai 30 gradi nei giorni precedenti.
Nei prossimi giorni il quadro resterà variabile: l’aria fredda tenderà gradualmente a perdere forza, ma l’Europa continuerà a mostrare forti contrasti termici tra aree ancora instabili e settori già proiettati verso un clima più mite.