Sotto la lente della giustizia sono finiti sedici individui accusati di truffa, coinvolti in una complessa rete di frodi legate al Superbonus 110%. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno portato alla luce una serie di irregolarità nei comuni di Avezzano, Oricola e Ortucchio. Tra i soggetti coinvolti, figurano rappresentanti legali di aziende di costruzione, tecnici, progettisti e un commercialista, che avrebbero concesso approvazioni per lavori mai portati a termine.
La Procura di Avezzano, guidata dal procuratore Maurizio Maria Cerrato, ha ufficialmente chiuso le indagini e notificato l'avviso di conclusione, delineando una frode che avrebbe permesso di ottenere ingenti somme di denaro, stimabili in circa 450.000 euro. Le indagini, coordinate dal capitano Francesco Mattiace, hanno messo in evidenza come questi individui avessero percepito fondi pubblici senza rispettare i requisiti previsti, ovvero il completamento delle opere.
Le inchieste si sono concentrate su attività sospette riguardanti la cessione di crediti d’imposta, un tema di rilevanza nell’attuale contesto economico, alimentato anche dalle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). L'emergere di tali pratiche illecite ha destato preoccupazione, sollevando interrogativi sul controllo e sull’efficacia dei meccanismi di verifica instaurati per garantire l’integrità del sistema di incentivazione fiscale.
Questa situazione fa emergere la necessità di un monitoraggio più rigoroso e di misure di prevenzione per evitare che simili episodi possano ripetersi in futuro, in un periodo in cui gli investimenti in ristrutturazione ed efficientamento energetico sono fondamentali per la ripresa economica del paese. Le autorità competenti continueranno a vigilare su questo settore, intensificando gli sforzi per smascherare e perseguire le frodi e garantire un utilizzo corretto delle risorse pubbliche destinate al settore edilizio.