Incendio Lazzaroni, robot e linea idrica contro le fiamme: danni milionari stimati

06 Luglio 2026   12:09  

Da due giorni i vigili del fuoco lavorano nel magazzino di Colledara. Ruzzo Reti potenzia l’acqua, mentre proseguono bonifica, controlli ambientali e verifiche strutturali accurate.

Sono proseguite senza sosta per l’intera giornata le complesse operazioni necessarie a domare l’incendio divampato nello stabilimento dolciario Lazzaroni, nella zona industriale di Piane Mavone, a Colledara, in provincia di Teramo. Le fiamme hanno interessato il magazzino destinato ai prodotti confezionati, impegnando per due giorni uomini, mezzi pesanti e attrezzature specialistiche dei vigili del fuoco.

Per sostenere il notevole consumo d’acqua richiesto dalle operazioni, Ruzzo Reti ha predisposto in emergenza una condotta provvisoria ad alta portata e pressione, collegata direttamente a un idrante stradale. L’intervento ha permesso di garantire un approvvigionamento continuo sia alle autopompe sia ai sistemi tecnologici impiegati sul fronte del rogo.

La situazione all’interno del capannone, resa particolarmente delicata dal rischio di cedimenti strutturali, ha richiesto l’utilizzo di mezzi robotizzati capaci di avvicinarsi alle aree più pericolose senza esporre direttamente gli operatori. Tra le attrezzature schierate figura il LUF 60, un cingolato radiocomandato in grado di indirizzare potenti getti d’acqua contro i focolai mantenendo il personale a distanza di sicurezza.

A supporto delle squadre sono arrivati anche una pala gommata e un escavatore del Nucleo Gos dei vigili del fuoco dell’Aquila, utilizzati per rimuovere pareti e materiale crollato e consentire ai robot di raggiungere le zone ancora interessate dalle fiamme.

Il coordinamento delle attività è affidato al funzionario di servizio del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Teramo, chiamato a gestire l’avvicendamento delle squadre e l’impiego dei diversi mezzi speciali. Le operazioni riguardano non soltanto lo spegnimento, ma anche la successiva bonifica e messa in sicurezza dell’intera struttura.

Secondo le prime ricostruzioni, il fuoco avrebbe coinvolto circa 4mila metri quadrati del deposito. Una valutazione definitiva potrà essere effettuata soltanto al termine degli accertamenti, ma la stima iniziale dei danni avrebbe già superato un milione di euro.

Sul posto sono intervenuti anche i tecnici di Arpa Abruzzo per monitorare aria e acque. Le verifiche preliminari non avrebbero evidenziato particolari criticità, mentre ulteriori campioni sono stati prelevati nei pressi dello stabilimento e lungo il vicino fiume Mavone per gli esami di laboratorio.


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