Fino a metà mese domina l’anticiclone con clima mite e piogge scarse, poi possibili segnali di cedimento e ritorno di instabilità atlantica.
Le proiezioni a medio-lungo termine delineano un avvio di marzo caratterizzato da una solida presenza dell’alta pressione sull’Europa. I principali modelli indicano valori di geopotenziale superiori alla media tra Europa centrale, bacino del Mediterraneo e parte del Nord Europa, configurazione che favorisce tempo stabile e precipitazioni meno frequenti.
Le perturbazioni atlantiche tenderanno a scorrere più a nord, tra Islanda e Isole Britanniche, oppure a rimanere ai margini occidentali del continente. In questa fase iniziale l’Italia resterà in gran parte ai ripari, con una prevalenza di giornate asciutte o con fenomeni deboli e irregolari, più probabili su Sardegna e Sicilia in caso di temporanei cedimenti dell’anticiclone.
Le temperature si manterranno mediamente sopra la norma su buona parte dell’Europa centro-meridionale, con un contesto spesso mite durante le ore centrali. Al momento non emergono configurazioni favorevoli a vere irruzioni fredde: eventuali flessioni termiche sarebbero legate a rapide ondulazioni del flusso occidentale, senza un cambio di scenario strutturale.
Nonostante il recente disturbo del vortice polare, il collegamento tra stratosfera e troposfera appare limitato e poco incisivo nei bassi strati. L’assetto barico resta infatti dominato dall’anticiclone europeo, segnale di una circolazione ancora poco incline a scambi meridiani marcati.
Nel dettaglio, tra il 10 e il 12 marzo si osserveranno passaggi nuvolosi con piogge moderate sulla Liguria, sulla Capitale e su parte del versante tirrenico, mentre sul Gran Sasso non si escludono nevicate anche di debole o moderata intensità. Tra il 13 e il 15 marzo torneranno ampie schiarite su gran parte della Penisola, con condizioni più stabili soprattutto al Nord e lungo i litorali.
Uno scenario più dinamico potrebbe affacciarsi attorno al 16-17 marzo, quando i modelli intravedono un possibile aumento dell’instabilità atlantica, con nuove piogge al Nord e sulle regioni tirreniche e un generale incremento della variabilità. Una fase che, se confermata, segnerebbe il primo vero tentativo di scalfire il dominio anticiclonico di inizio mese.