Micron al raddoppio: per i sindacati è l'unica soluzione

L'azienda non rinnoverà i contratti a termine

21 Ottobre 2008   21:50  
"Vogliamo sapere se i finanziamenti promessi da Governo e Regione sono ancora disponibili. L’alta tecnologia ha bisogno di investimenti altrimenti è destinata a morire". E' quanto dichiarato da Michele Paliani, Segretario provinciale della Uilm-Uil Abruzzo, in relazione alla situazione di crisi che la Micron di Avezzano sta affrontando negli ultimi tempi. Il rallentamento dei ritmi produttivi, il mancato rinnovo dei contratti a scadenza,lo smaltimento di ferie e permessi imposto ai dipendenti, e come se non bastasse, le inquietanti voci di corridoio emerse da qualche giorno sul futuro della società, hanno portato lavoratori e sindacati a temere il peggio.

I rumors planetari. Secondo le informazioni diffuse da un noto sito cinese specializzato in materia di semiconduttori, la divisione produttiva di sensori per immagine Cmos della Micron Technology, Aptina, starebbe commissionando a due aziende di Taiwan la realizzazione degli Imagers attualmente prodotti dall' impianto avezzanese. L' obiettivo sarebbe quello di abbattere i costi di produzione, risanando così il deficit di oltre 1 miliardo e mezzo di dollari accumulato dalla società per via del drastico calo dei consumi registrato nel 2008.

I sospetti e le paure. Pur avendo smentito nettamente l' eventualità del ricorso alla cassa integrazione, la sede abruzzese del colosso americano non sembra sbottonarsi più di tanto sui disagi che in futuro potrebbero subire i dipendenti, specie allo scadere dei 6 mesi di "risparmio produttivo e di risorse umane" previsti e soprattutto "imposti" dal vertice di Micron Technology per risanare i conti. Il mancato rinnovo dei contratti a termine inoltre, non ha certo rassicurato operai e sindacati, sospettosi che lo scenario attuale costituisca solo il campanello d' allarme di una situazione ben più grave. Il commento di Antonello Tancredi della Fim-Cils riassume l' atmosfera di perplessità e timore che aleggia nelle sedi sindacali come nelle famiglie degli operai a rischio : "Vogliamo precisare che il sindacato non è in guerra con Micron, ma riteniamo che territorio e dipendenti abbiano il diritto di sapere quali sono realisticamente le situazioni venute fuori dagli incontri sindacali, e come si intende intervenire per affrontare questa vertenza, tenuto conto che la situazione finanziaria della compagnia è molto delicata".

La prospettive. Secondo quanto sostengono Emidio Speca (Fiom-Cgil) e Michele Paliani, la soluzione alla crisi che sta intaccando la solidità di una delle aziende più innovative, tecnologicamente avanzate e promettenti della Regione, passerebbe attraverso la realizzazione del programma di raddoppio dello stabilimento di Avezzano, presentato nel 2006, e firmato dal Governo e dalla società madre il 23 maggio dello scorso anno. Si tratta di un investimento di oltre 3 miliardi di euro, che comporterebbe l' assunzione di circa 1.300 dipendenti da aggiungere ai 1.800 già operanti in azienda. Occorrerà aspettare lunedì prossimo, data di convocazione del comitato strategico formato da Regione, Provincia, Comune e Consorzio industriale, per sapere quale Natale attenderà i lavoratori di Micron .

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GDC








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