Dopo l’incidente mortale in piazza della Repubblica il sindacato torna sulle criticità del terminal: chiesti interventi urgenti e maggiore ascolto degli operatori locali.
«Si è verificato lo scenario peggiore tra quelli che temevamo». La Cgil di Pescara torna a chiedere interventi immediati per mettere in sicurezza il terminal bus di piazza della Repubblica, dopo il grave incidente mortale avvenuto nei giorni scorsi. Secondo il sindacato, le condizioni dell'area erano state segnalate ripetutamente nel corso degli ultimi mesi, senza ottenere risposte considerate adeguate.
La questione è stata affrontata nel corso di una conferenza stampa organizzata proprio nell'area del terminal pescarese. Presenti la segretaria generale della Cgil Pescara Alessandra Di Simone, il segretario generale della Filt Cgil Pescara Eugenio Di Fonzo e Gian Maria Ferrante, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e coordinatore Rsa del sindacato.
Al centro dell'incontro le condizioni nelle quali quotidianamente operano lavoratori e mezzi del trasporto pubblico, ma soprattutto le precedenti segnalazioni che la Cgil sostiene di aver inoltrato a Tua e alle istituzioni competenti.
Per Di Fonzo quanto accaduto rappresenta una «tragedia annunciata». Il sindacalista ha ricordato come le richieste di intervento siano state avanzate più volte e come, secondo la Cgil, le risposte ricevute non siano state sufficienti. L'ultima segnalazione indirizzata al prefetto risalirebbe alla scorsa estate.
Sulla stessa linea Alessandra Di Simone, che ha ribadito come il sindacato avesse chiesto da tempo la messa in sicurezza del terminal bus. Sollecitazioni che, secondo la segretaria provinciale, non avrebbero prodotto gli interventi richiesti.
La Cgil evidenzia inoltre come, dopo l'incidente, le iniziative delle istituzioni abbiano registrato una improvvisa accelerazione. Una circostanza accolta positivamente dal sindacato, che tuttavia sottolinea come sarebbe stato preferibile intervenire prima che si verificasse un episodio così grave.
«Non c'è più tempo», è il messaggio lanciato da Di Simone, che chiede ora un confronto diretto anche con chi vive quotidianamente il terminal. Per il sindacato, infatti, autisti e lavoratori del trasporto pubblico devono essere coinvolti nelle decisioni relative alla riorganizzazione e alla sicurezza dell'area, proprio perché conoscono direttamente le problematiche legate alla movimentazione dei mezzi e alla presenza dei passeggeri.
A ricostruire la cronologia delle segnalazioni è stato anche Gian Maria Ferrante. Secondo quanto riferito durante la conferenza stampa, il 9 giugno sarebbe stata inoltrata una richiesta di incontro a Tua e al Comune di Pescara. Successivamente, il 18 agosto, sarebbe stata inviata una nuova comunicazione alla Prefettura. Entrambe le iniziative, sostiene la Cgil, sarebbero rimaste senza risposta.
Numerose le criticità che il sindacato afferma di aver individuato all'interno del terminal di piazza della Repubblica. Tra queste vengono indicati asfalto deteriorato, insufficienza della segnaletica, mancanza di pensiline e assenza di adeguati attraversamenti pedonali protetti.
Elementi sui quali la Cgil chiede ora interventi concreti e tempestivi, con l'obiettivo di migliorare le condizioni di sicurezza sia per i lavoratori sia per le numerose persone che quotidianamente utilizzano l'area per gli spostamenti in autobus.
Sul piano giudiziario, saranno invece gli accertamenti degli inquirenti a ricostruire nel dettaglio la dinamica dell'incidente mortale e a stabilire eventuali responsabilità.
«Oggi ci troviamo a fare i conti con questa triste tragedia», ha concluso Ferrante, precisando che sarà la magistratura a determinare le responsabilità. Per il sindacato, tuttavia, la priorità immediata resta quella di intervenire sulle criticità segnalate e impedire che situazioni analoghe possano ripetersi nel terminal bus di Pescara.