Neonata muore a Lampedusa, il dettaglio che scuote il Mediterraneo oggi intero

16 Maggio 2026   16:45  

La piccola, arrivata con 55 migranti soccorsi nella notte, è deceduta per ipotermia. Aperta un’inchiesta, assistenza psicologica alla giovane madre e alla sorellina nell’hotspot dell’isola.

Una neonata di poche settimane è morta a Lampedusa poco dopo lo sbarco, durante il trasferimento verso il Poliambulatorio dell’isola. La piccola viaggiava con la madre, una giovane donna di 20 anni originaria della Costa d’Avorio, a bordo di un barchino di metallo soccorso nella notte dalla motovedetta V1307 della Guardia di finanza.

L’arrivo al molo Favarolo è avvenuto intorno alle 4.30. Sul natante si trovavano 55 persone provenienti da Camerun, Costa d’Avorio, Gambia, Guinea, Mali, Nigeria e Sierra Leone. Fra loro anche donne e minori. La bambina è apparsa subito in condizioni gravissime ed è stata portata con urgenza al presidio sanitario, dove i medici hanno constatato il decesso. Secondo le prime valutazioni, la causa sarebbe ipotermia, ma sarà l’ispezione cadaverica disposta dagli inquirenti a confermare il quadro clinico.

La madre, descritta dai soccorritori come confusa e sotto shock, è stata successivamente accompagnata all’hotspot di contrada Imbriacola insieme all’altra figlia, di circa due anni. La struttura, gestita dalla Croce rossa italiana, ha attivato il supporto psicologico per la donna e per gli altri migranti arrivati sull’isola. Al momento non risultano informazioni certe sulla presenza del padre delle bambine durante la traversata.

Secondo quanto riferito da alcuni superstiti, il gruppo sarebbe partito dalla zona di Sfax-El Amra, in Tunisia, a bordo di un’imbarcazione di circa sette metri. Il viaggio sarebbe costato tra 400 e 600 euro a persona. Una delle persone soccorse ha raccontato che né i compagni di traversata né la madre si sarebbero accorti subito della gravità delle condizioni della neonata.

La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo per ricostruire tempi e modalità del viaggio, verificare quando la piccola abbia iniziato a stare male e chiarire eventuali responsabilità. Durante il triage sul molo, i sanitari hanno inoltre riscontrato su alcuni migranti segni di violenza su braccia e dorso, presumibilmente subiti prima della partenza.

La vicenda ha provocato reazioni da parte di Unhcr, Save the Children, Sos Mediterranee e Sea Watch, che hanno richiamato l’attenzione sulle condizioni dei viaggi nel Mediterraneo centrale e sulla vulnerabilità dei minori lungo le rotte migratorie.


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