Il caso scuote l’Abruzzo tra accuse gravi, chat estremiste e indagini parallele su minori mentre la difesa parla di equivoci e pressioni subite
Inchiesta delicata tra propaganda online e presunti piani violenti, il giovane respinge ogni accusa e il giudice dovrà decidere nei prossimi giorni
Si è dichiarato innocente e ha respinto con decisione ogni accusa il 17enne originario di Pescara, attualmente detenuto in un istituto minorile dopo l’arresto con l’ipotesi di propaganda e istigazione a delinquere con finalità di discriminazione razziale e presunti legami con ambienti estremisti. Durante l’interrogatorio davanti al gip del tribunale per i minorenni dell’Aquila, il ragazzo ha ribadito: “Non sono un terrorista”.
Collegato in videoconferenza dall’istituto penale minorile di Firenze, il giovane ha risposto a tutte le domande, ricostruendo la propria presenza in chat e gruppi online, ma negando qualsiasi intenzione violenta o progetto concreto. Le accuse, secondo gli inquirenti, farebbero riferimento anche a un possibile piano di attacco in ambito scolastico, ipotesi che la difesa respinge con fermezza.
Il legale, Angelo Pettinella, sottolinea come il ragazzo conduca una vita regolare, con un buon rendimento scolastico e una rete sociale stabile, escludendo qualsiasi deriva suprematista o xenofoba. Secondo la difesa, la permanenza nei contesti virtuali sarebbe avvenuta in giovane età, con difficoltà ad allontanarsene anche per via di presunte minacce ricevute.
Gli avvocati hanno chiesto la revoca della misura cautelare o, in alternativa, una soluzione meno restrittiva come i domiciliari. La decisione del giudice è attesa nei prossimi giorni.
Nel corso delle perquisizioni effettuate nell’abitazione in provincia di Perugia, i militari del Ros hanno sequestrato dispositivi elettronici, tra cui uno smartphone e un tablet, oltre a un coltello non riconducibile direttamente al giovane. L’ordinanza è stata firmata dal giudice Roberto Ferrari su richiesta del procuratore David Mancini.
Parallelamente emerge un secondo episodio, sempre collegato al territorio pescarese, che coinvolge un 14enne accusato di aver costruito ordigni artigianali con finalità terroristiche. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il minore avrebbe predisposto un rudimentale laboratorio domestico e progettato un’azione violenta contro un edificio pubblico.
Le indagini, coordinate dalla Digos, evidenziano un quadro complesso che intreccia radicalizzazione online, ambienti estremisti e fragilità giovanili, con collegamenti che si estenderebbero anche a contatti internazionali legati al neonazismo e al terrorismo.