Piano strage a scuola, parla il legale: “Serve distinguere tra realtà e fantasia”

01 Aprile 2026   13:22  

Nel caso del 17enne arrestato per propaganda e terrorismo, la difesa invita a chiarire responsabilità e intenzioni, mentre proseguono indagini e accertamenti giudiziari.

Nel caso del 17enne arrestato con l’accusa di aver progettato una possibile strage in ambito scolastico, emergono le prime considerazioni della difesa, che invita a distinguere tra intenzioni concrete e dichiarazioni non necessariamente reali.

A intervenire è l’avvocato Angelo Pettinella, legale del giovane originario di Pescara e residente in provincia di Perugia, finito al centro di un’indagine per propaganda e istigazione a delinquere con finalità di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che per detenzione di materiale con finalità di terrorismo.

Secondo il legale, il ragazzo non avrebbe mai manifestato comportamenti violenti nel suo percorso personale e scolastico. “È sempre stato ben inserito nel proprio contesto sociale, con rapporti stabili e un buon rendimento scolastico”, ha spiegato, sottolineando come sia necessario comprendere “il discrimine tra ciò che una persona intende davvero fare e ciò che invece millanta”.

L’avvocato ha precisato di non aver ancora ricevuto l’ordinanza di custodia cautelare e di basare le prime valutazioni sulle informazioni emerse finora. In riferimento alle accuse, ha parlato di contenuti inappropriati e censurabili, ma ha ribadito la necessità di verificare l’effettiva portata delle azioni attribuite al giovane.

Tra gli elementi contestati vi sarebbe anche l’ipotesi di un attacco a un liceo artistico di Pescara, istituto che però il ragazzo non avrebbe mai frequentato né frequentato attraverso amicizie o contatti diretti.

Sul piano investigativo, la vicenda si inserisce in un’indagine avviata inizialmente dalla Procura di Brescia, con una perquisizione effettuata nei mesi scorsi e il sequestro di uno smartphone. Successivamente, l’analisi dei dispositivi ha portato la Procura per i minorenni dell’Aquila a disporre una misura cautelare, accompagnata da ulteriori sequestri, tra cui un secondo telefono e un tablet.

Il giovane, che dopo gli studi a Pescara si era trasferito con la madre in Umbria, è attualmente detenuto nel carcere minorile di Firenze e non ha ancora incontrato il proprio difensore.

Nei prossimi giorni sono attesi sviluppi con l’udienza di convalida, passaggio chiave per chiarire i contorni di una vicenda complessa, che pone al centro il rapporto tra radicalizzazione online, responsabilità individuale e prevenzione.


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