Corteo pacifico a Pescara con sindacati, studenti e attivisti per dire no alle guerre e alle disuguaglianze.
La manifestazione No G7 prevista a Pescara giovedì 24 ottobre vedrà scendere in piazza oltre 500 persone, con l'obiettivo di protestare contro la "guerra economica, sociale e militare" portata avanti dai governi più potenti. Il corteo partirà alle ore 18 dal largo della Madonnina, attraversando le vie principali della città, tra cui corso Vittorio Emanuele e piazza Salotto, per concludersi con un comizio su un furgone-palco. La marcia, pur dichiarata pacifica, sarà attentamente sorvegliata dalle forze dell'ordine, dato il clima di tensione internazionale senza precedenti.
L’iniziativa rappresenta l'apice del controvertice organizzato dai gruppi che si oppongono al G7. Tra i promotori vi sono esponenti di Rifondazione Comunista e Alleanza Verdi e Sinistra, con in prima fila Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione, e Daniele Licheri, segretario regionale di Avs. Associazioni come la Cgil, Cobas, e gruppi di studenti parteciperanno al corteo, facendo crescere l'attesa sui numeri effettivi dei manifestanti.
Critiche ai governi del G7 e richiesta di pace
La protesta si inserisce nel dibattito più ampio sul ruolo dei governi del G7 nell'alimentare la corsa agli armamenti e l’escalation di conflitti in tutto il mondo. Il volantino che accompagna la mobilitazione critica i Paesi del G7 per aver destinato risorse enormi al riarmo – 10mila miliardi – mentre milioni di persone muoiono per fame e malattie curabili. L'accento è posto anche sulla questione climatica, con l’accusa ai governi di favorire le multinazionali senza affrontare seriamente l'emergenza climatica. Le parole dei manifestanti sono chiare: “Il G7 decide chi vive e chi muore, ma non affronta le vere sfide che colpiscono i più vulnerabili.”
Un corteo per la pace e la giustizia
Secondo Renato Di Nicola dell’Abruzzo Social Forum, uno degli organizzatori del corteo, la manifestazione rappresenta “democrazia e pace in movimento”. L’obiettivo è costruire una società in cui si risponde alle esigenze di vita e giustizia dei popoli, “facendo tacere le armi”. Di Nicola ha ribadito che il corteo non cercherà lo scontro con le forze di sicurezza e non invaderà le zone rosse: "Non siamo un vertice opposto a un altro, ma un movimento che cerca alternative alla guerra e a un’economia che pone il mercato al centro, escludendo le persone."
L'organizzazione ha garantito la trasparenza del movimento, dichiarando che si tratta di un gruppo eterogeneo, composto da cittadini, territori e movimenti sociali, che rifiutano le logiche dei palazzi del potere e si impegnano a costruire una economia alternativa basata sulla solidarietà.
Il controvertice e i suoi protagonisti
Il giorno precedente alla manifestazione, mercoledì 23 ottobre, si terrà un dibattito presso il Teatro Cordova, alle ore 16, dal titolo "Le bugie dello sviluppo e del Piano Mattei nella fase della guerra globale". Saranno presenti personalità di rilievo come il giornalista Paolo Cacciari, il saggista Franco Berardi “Bifo”, e il missionario padre Alex Zanotelli, ispiratore dei movimenti per la pace. Anche l’attore e scrittore Moni Ovadia parteciperà all'evento, insieme ad altri attivisti e studiosi, con contributi video di giornalisti come Alberto Negri e Antonio Mazzeo, e di Elena Basile, ex ambasciatrice d’Italia in Belgio.
La tavola rotonda affronterà temi cruciali legati allo sviluppo economico, alla guerra globale e alle conseguenze del Piano Mattei, contestando le politiche di sfruttamento che colpiscono le risorse naturali e le popolazioni più deboli. Sarà un’occasione per discutere di modelli economici alternativi, che mettano al centro la dignità umana e la salvaguardia del pianeta, in contrapposizione a quello che i manifestanti definiscono il "fallimento" dei governi del G7.
La protesta di giovedì sarà, dunque, una voce collettiva contro la guerra e le disuguaglianze, in difesa di una pace reale e duratura.