Scrutinio in corso con il No nettamente avanti: festeggiamenti tra magistrati e dichiarazioni dei leader politici segnano un passaggio decisivo nel panorama nazionale
Il referendum sulla giustizia entra nella fase decisiva dello spoglio, con i primi dati consolidati che indicano un chiaro vantaggio del No. Secondo gli aggiornamenti ufficiali pubblicati sul portale Eligendo, con oltre metà delle sezioni scrutinate, il No si attesta al 54,57%, mentre il Sì si ferma al 45,43%, delineando un orientamento sempre più definito dell’elettorato.
A Napoli, nella sede dell’Associazione Nazionale Magistrati all’interno del tribunale, si registrano momenti di partecipazione tra circa cinquanta magistrati, riuniti dopo la diffusione delle prime proiezioni. Nella sala si sono levati canti e sono stati organizzati brindisi, mentre tra i presenti figurava il procuratore generale Aldo Policastro, impegnato nelle settimane precedenti a sostegno del No. Il procuratore Nicola Gratteri, invece, ha proseguito la propria attività lavorativa nel suo ufficio.
Sul piano politico, le reazioni non si sono fatte attendere. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha commentato l’esito con un messaggio sintetico: “Viva la Costituzione”, rivendicando il risultato come un passaggio rilevante. Più articolato l’intervento del presidente di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha parlato di una “sconfitta significativa per il governo”, sottolineando il valore politico del voto.
Anche dal fronte della società civile arrivano interpretazioni del risultato. Giovanni Bachelet, esponente del comitato per il No, ha definito l’esito una “vittoria importante per la tutela dell’autonomia della magistratura”, evidenziando il significato istituzionale della consultazione.
Le analisi dei centri di ricerca confermano il trend: secondo YouTrend, con oltre 20mila sezioni scrutinate, il vantaggio del No viene considerato difficilmente recuperabile. Il dato rafforza l’ipotesi di un esito ormai indirizzato, in attesa dei risultati definitivi.
La consultazione si configura così come un passaggio politico di rilievo, destinato ad avere effetti sul dibattito istituzionale e sugli equilibri tra governo, magistratura e opinione pubblica nei prossimi mesi.