Il presidente del Senato critica il tribunale dei minorenni dell’Aquila e conferma l’incontro con la famiglia, tra polemiche politiche e verifiche ministeriali in corso.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa torna al centro del dibattito sulla vicenda della “famiglia del bosco”, intervenendo con dichiarazioni critiche nei confronti del tribunale per i minorenni dell’Aquila e delle decisioni adottate nel caso.
In un’intervista rilasciata al quotidiano Il Centro, La Russa ha affermato che i giudici avrebbero «di fatto introdotto un “reato di speranza”», contestando a una madre il desiderio di poter tornare a vivere insieme ai propri figli. Una presa di posizione che si inserisce nel clima di tensione già acceso attorno all’annunciato incontro con la famiglia, previsto per il 25 marzo a Palazzo Madama.
Il presidente del Senato ha chiarito che l’iniziativa non è legata al referendum, precisando che il confronto con i genitori era stato programmato da tempo. «Mi era stato prospettato anche un incontro in una data precedente, ma la questione è indipendente da altri appuntamenti istituzionali», ha spiegato, sottolineando come le polemiche politiche abbiano amplificato una vicenda già complessa.
Nel suo intervento La Russa ha inoltre criticato alcune reazioni provenienti dall’opposizione, sostenendo che il tema sarebbe stato utilizzato in chiave politica. «C’è chi difende il provvedimento senza entrare nel merito», ha dichiarato, evidenziando quella che considera una strumentalizzazione del caso.
Al centro delle osservazioni del presidente del Senato vi è l’ordinanza del tribunale dei minorenni dell’Aquila, attualmente oggetto di attenzione anche da parte degli ispettori del Ministero della Giustizia, attesi in città per approfondire la vicenda. Secondo La Russa, la decisione di separare i bambini dalla madre, ritenuta “incompatibile”, risulterebbe contraddittoria alla luce delle valutazioni positive espresse nei confronti del padre. «Se il rapporto con il padre è definito positivo dagli stessi giudici, appare difficile comprendere perché non sia stato disposto fin da subito l’affidamento a lui», ha osservato.
Guardando all’incontro del 25 marzo, La Russa ha anticipato che intende esprimere vicinanza e solidarietà alla famiglia, invitando i genitori a mantenere un approccio aperto e a valutare ogni possibile soluzione per il ricongiungimento con i figli. «Sarà un momento di ascolto e confronto», ha sottolineato, ribadendo la volontà di non lasciarsi condizionare dalle critiche politiche.
La vicenda continua a suscitare attenzione a livello nazionale, intrecciando profili giudiziari, istituzionali e politici, mentre restano in corso le verifiche sugli atti e sulle decisioni adottate nel caso dal tribunale aquilano.



