Sisma L'Aquila: Sentenza Choc, Morte degli Studenti Attribuita a "Condotta Incauta"

16 Luglio 2024   10:59  

In un controverso sviluppo dei processi civili legati al terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009, la Corte d'Appello dell'Aquila ha confermato la sentenza di primo grado del 2022, che ha sollevato la Presidenza del Consiglio dei ministri da ogni responsabilità per la morte di sette studenti. Le famiglie delle vittime non solo non riceveranno alcun risarcimento, ma dovranno anche farsi carico delle spese legali, pari a quasi 14 mila euro. La notizia è riportata dal quotidiano abruzzese "Il Centro".

Secondo i giudici, la colpa delle morti risiede nelle decisioni degli studenti stessi, escludendo ogni responsabilità della Commissione Grandi Rischi, che si era riunita all'Aquila il 31 marzo 2009, cinque giorni prima del sisma, e aveva emesso messaggi rassicuranti. In precedenza, il Tribunale dell'Aquila aveva condannato a sei anni i sette scienziati della Commissione, decisione successivamente ribaltata in appello, con l'eccezione di Bernardo De Bernardinis, all'epoca vicecapo della Protezione civile, la cui condanna a due anni è stata confermata anche in Cassazione. De Bernardinis, che presiedeva la riunione al posto di Guido Bertolaso, allora capo della Protezione civile, aveva diffuso rassicurazioni che avrebbero indotto gli aquilani a non prendere le misure di sicurezza tradizionali, come uscire di casa dopo una scossa.

Nesso Causale e Decisioni degli Studenti

I giudici di secondo grado hanno stabilito che non esistono prove certe che colleghino le rassicurazioni fornite dalla Commissione Grandi Rischi alle decisioni prese dai giovani. Mancando il "nesso causale", non è possibile attribuire responsabilità civile alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Un esempio emblematico è il caso di Nicola Bianchi. Nella sentenza si legge: "Non v'è prova della fonte della conoscenza della riunione del 31 marzo e della motivazione della rassicurazione tratta – sicché non v'è alcun elemento che la colleghi proprio alle dichiarazioni del De Bernardinis". Gli appellanti stessi non contestano che Bianchi sia rimasto all'Aquila per un esame programmato l'8 aprile, e che la notte del sisma, dopo la scossa delle 22.48, sia uscito in strada, contraddicendo l'idea che si sentisse rassicurato dalle dichiarazioni del De Bernardinis.

Prospettive Future

È probabile che i familiari delle vittime ricorrano in Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello. Intanto, questa decisione rappresenta un ulteriore capitolo amaro per le famiglie che da anni cercano giustizia per i loro cari, rimettendo in discussione la gestione delle comunicazioni e delle responsabilità istituzionali in occasione di eventi catastrofici.


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pubblicato il 22/08/2017 13:01
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