Topolino Ora Parla Aquilano. Dal 30 settembre Topolino 3697 arriva in Abruzzo

29 Settembre 2026   18:14  

«Jemo all’appèe! Ratton Street sta loco, mancu a ’nu chilometru!». Per una volta non serve immaginare Pippo all’Aquila per sentirlo parlare come un aquilano. Succederà davvero, almeno tra le pagine di Topolino numero 3697, in edicola da mercoledì 30 settembre, con un’edizione speciale destinata all’Abruzzo nella quale una delle storie sarà proposta in dialetto aquilano.

La storia scelta per l’esperimento linguistico è “Topolino e l’intralcio (in)volontario”, sceneggiata da Marco Boschi e disegnata da Luca Usai. L’adattamento aquilano porta invece la firma di Antonio Fruci, chiamato a trasferire nei balloon dei personaggi Disney non soltanto vocaboli ed espressioni locali, ma anche sonorità e costruzioni tipiche della parlata del capoluogo abruzzese.

Fruci è uno degli ideatori di “L’A”, progetto nato nel 2009 e successivamente sviluppato insieme a Stefania Gigante. Partito da una maglietta, negli anni è diventato un modo originale di raccontare L’Aquila, il suo dialetto, le sue abitudini e i suoi luoghi, giocando sull’immagine della città trasformata ironicamente in una grande metropoli. Dallo stesso percorso è nato anche “I love Ju”, volume dedicato alla parlata locale attraverso regole, esempi e illustrazioni.

Per Topolino la scelta è caduta su un aquilano contemporaneo, quindi non necessariamente identico alla lingua parlata dalle generazioni più anziane. La base resta quella cittadina, affiancata però da alcune forme provenienti dal contado. Anche le parole moderne sono state affrontate senza forzature: invece di cercare improbabili equivalenti antichi, per esempio, tablet diventa “tablette”.

Non mancano però termini più tradizionali. Tra questi compare “criu”, utilizzato con il significato di “poco”. Persino i nomi dei personaggi finiscono dentro il gioco linguistico: Gambadilegno si trasforma in “Cossadelegnu”. Nei dialoghi si incontrano poi espressioni come «È béjju èsse utili!» ed «Eccoci, semo arriati!».

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla grafia, con accenti e segni utilizzati per rendere immediata la pronuncia ed evitare interpretazioni sbagliate. Per uno dei personaggi è stata inoltre ricercata una parlata capace di risultare comprensibile anche oltre il territorio aquilano, lavoro realizzato con il contributo dello scrittore Gino Bucci.

L’operazione non riguarda soltanto l’Abruzzo. Il numero 3697 rappresenta infatti l’ultima tappa dell’“Operazione dialetti” di Topolino, iniziativa partita nel gennaio 2025. La stessa storia sarà pubblicata contemporaneamente anche nelle versioni sarda, anconetana e ladina, rispettivamente per Sardegna, Marche e Trentino-Alto Adige.

A coordinare il progetto linguistico è stato Riccardo Regis, professore ordinario di Linguistica italiana all’Università di Torino ed esperto di dialettologia. Con lui hanno lavorato Ruth Videsott per il ladino, Simone Pisano per il sardo, Laura Brugè e Giuliana Giusti per l’anconetano e Antonio Fruci per l’aquilano. La speciale copertina dell’iniziativa, con protagonista Pippo, è invece firmata da Andrea Freccero.

Le edizioni dialettali saranno distribuite nelle edicole delle rispettive aree geografiche, mentre nel resto d’Italia arriverà la tradizionale versione italiana. Le diverse varianti potranno inoltre essere acquistate in fumetteria, attraverso Panini e, fino a esaurimento delle copie, tramite Primaedicola.

Con aquilano, sardo, anconetano e ladino si completa così il viaggio linguistico attraverso le regioni italiane voluto dalla redazione. E per i lettori abruzzesi l’appuntamento avrà un sapore particolare: per qualche pagina Topolinia parlerà come L’Aquila.


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