Abruzzo, Marsilio rilancia: «Cresciamo più del doppio della media nazionale italiana»

24 Settembre 2026   19:15  

All’Abruzzo Economy Summit il presidente Marsilio rivendica crescita, occupazione e dinamismo industriale, mentre Svimez conferma risultati positivi ma richiama alcune criticità strutturali ancora aperte.

L’Abruzzo cresce più velocemente della media italiana e mostra indicatori particolarmente positivi sul fronte dell’occupazione. È il quadro tracciato dal presidente della Regione Marco Marsilio durante l’apertura della sesta edizione dell’Abruzzo Economy Summit, in corso all’Aurum di Pescara, dove istituzioni, imprese ed esperti si confrontano sulle prospettive dell’economia regionale e nazionale.

Marsilio ha richiamato i dati di Istat e Svimez, sostenendo che negli ultimi anni l’economia regionale abbia registrato una crescita superiore a quella nazionale. Sul dato cumulato, le fonti diffuse nelle ultime settimane presentano periodi di riferimento differenti: la Regione aveva indicato una crescita del Pil dell’8,1% tra il 2019 e il 2025, contro il 5,5% italiano, mentre Svimez rileva un incremento dell’11,9% tra il 2021 e il 2025, a fronte del 7,2% nazionale.

Proprio quest’ultimo dato offre una fotografia significativa dell’andamento recente. Secondo Luca Bianchi, direttore generale di Svimez, nell’ultimo triennio l’Abruzzo ha mantenuto una crescita intorno al 2% annuo. Per il solo 2025, Svimez indica un aumento del Pil regionale dell’1,9%, mentre l’Italia si è fermata allo 0,5%.

Un andamento che Marsilio ha utilizzato per descrivere l’Abruzzo come una regione capace di reagire alle difficoltà determinate negli ultimi anni dalle crisi internazionali e dalle trasformazioni del sistema industriale.

Tra gli indicatori messi in evidenza dal presidente c’è soprattutto il mercato del lavoro. Nel primo trimestre del 2026 il tasso di disoccupazione regionale è sceso al 4,4%, contro una media italiana del 5,4%. Gli occupati risultavano circa 512mila, con un tasso di occupazione superiore al 62%. Rispetto al primo trimestre del 2019, quando la disoccupazione regionale era al 10,1%, gli occupati sono aumentati di oltre 20mila unità.

Particolare attenzione è stata riservata alla componente femminile. Marsilio ha ricordato che il tasso di disoccupazione delle donne è passato dal 13,4% al 7,1%, mentre il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 52,6%, aumentando di 5,7 punti rispetto al 2019.

Numeri che, nella lettura fornita dal presidente della Regione, testimoniano il dinamismo dell’economia abruzzese e la capacità del territorio di mantenere una forte componente industriale anche in una fase internazionale caratterizzata da numerose incertezze.

La fotografia dell’economia regionale, tuttavia, presenta anche alcune criticità strutturali. Nel suo intervento allo stesso Abruzzo Economy Summit, il direttore Svimez Luca Bianchi ha sottolineato come la crescita debba essere consolidata attraverso politiche capaci di affrontare l’emigrazione giovanile, il divario di genere e le difficoltà delle aree interne. Secondo Bianchi, ogni anno l’Abruzzo perde circa 1.500 giovani, un fenomeno che rischia di sottrarre al territorio competenze e capitale umano.

È proprio nel confronto tra risultati raggiunti e problemi ancora aperti che si inserisce l’Abruzzo Economy Summit 2026. La manifestazione, promossa dalla Regione Abruzzo e da Confimi Industria Abruzzo e organizzata da Mirus, affronta temi che vanno dalla macroeconomia alle infrastrutture, dalla sicurezza energetica alla geopolitica, fino all’intelligenza artificiale e alle sue conseguenze sui processi produttivi e sul lavoro.

Per Marsilio il Summit non deve quindi limitarsi alla presentazione degli indicatori economici, ma diventare uno strumento attraverso il quale le imprese abruzzesi possano confrontarsi direttamente con rappresentanti delle istituzioni, dell’economia e della politica italiana ed europea.

L’obiettivo indicato dal presidente è utilizzare questa fase di crescita per rafforzare il tessuto produttivo regionale, attrarre nuovi investimenti e individuare le strategie necessarie a mantenere nel tempo gli attuali livelli di sviluppo.

Il quadro che emerge dall’Aurum è dunque quello di una regione che negli ultimi anni ha registrato una crescita superiore alla media nazionale, accompagnata da un miglioramento degli indicatori occupazionali. La sfida, evidenziata anche da Svimez, sarà trasformare questa fase positiva in uno sviluppo duraturo, capace non soltanto di produrre ricchezza ma anche di trattenere giovani, competenze e investimenti in Abruzzo.


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