Accordo Iran-Usa vicino: Hormuz e sanzioni accendono l’attesa diplomatica nel mondo intero

22 Maggio 2026   15:43  

Secondo media arabi l’intesa sarebbe pronta, ma Washington frena sul nucleare e contesta il possibile pedaggio iraniano nello Stretto di Hormuz mentre resta alta tensione.

Le prossime ore potrebbero essere decisive per un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran. Secondo quanto riferito da Al Arabiya, una bozza finale dell’intesa sarebbe ormai pronta e potrebbe essere annunciata a breve, con entrata in vigore immediata dopo la comunicazione ufficiale delle due parti. La trattativa, secondo le ricostruzioni dei media arabi, sarebbe stata favorita dalla mediazione del Pakistan.

Il quadro resta però complesso. Da Helsingborg, in Svezia, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato di “lievi progressi” nei contatti con Teheran, definendo positivo il movimento registrato nelle ultime ore, ma senza nascondere le distanze ancora aperte. Il punto fermo di Washington resta il programma atomico iraniano: per gli Stati Uniti, l’Iran non dovrà mai arrivare a possedere armi nucleari.

Secondo l’emittente saudita Al Hadath, la bozza finale del possibile accordo non conterrebbe riferimenti diretti né al programma nucleare iraniano né alla questione dei missili. Il testo, sempre secondo queste indiscrezioni, prevederebbe invece la cessazione delle operazioni militari e della propaganda ostile, il rispetto della sovranità dell’Iran, la non interferenza negli affari interni e la garanzia della libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman.

Tra i passaggi più delicati ci sarebbe anche la revoca graduale delle sanzioni statunitensi, legata al rispetto delle condizioni previste dall’intesa. I negoziati sui nodi rimasti irrisolti dovrebbero aprirsi entro sette giorni dall’eventuale annuncio.

Il dossier più sensibile, accanto al nucleare, resta quello dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico mondiale. Rubio ha attaccato duramente l’ipotesi attribuita a Teheran di istituire un sistema di pedaggio per le navi in transito, coinvolgendo anche l’Oman. Per il capo della diplomazia americana si tratterebbe di un precedente inaccettabile, capace di produrre effetti a catena in altri snodi marittimi internazionali.

La Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, intanto, ha comunicato che nelle ultime 24 ore trentacinque imbarcazioni, tra petroliere, portacontainer e navi commerciali, avrebbero attraversato in sicurezza lo Stretto dopo aver ricevuto l’autorizzazione. Un messaggio che Teheran sembra voler presentare come prova di controllo e capacità di gestione dell’area.

Il possibile accordo arriva in un contesto regionale ancora segnato da forte instabilità. In Libano meridionale, un attacco israeliano nel villaggio di Deir Qanun al-Nahr ha provocato sei morti, secondo il ministero della Salute libanese. Tra le vittime figurano due soccorritori dell’associazione scout Risala, legata al movimento Amal, e una bambina siriana.

Mentre le diplomazie lavorano a un’intesa, resta dunque aperto il rischio di nuove escalation. L’eventuale annuncio di un accordo Iran-Usa segnerebbe un passaggio rilevante, ma non cancellerebbe automaticamente i fronti ancora attivi: nucleare, missili, sanzioni, navigazione nello Stretto di Hormuz e tensioni tra Israele, Iran e alleati regionali restano dossier centrali.

Per Washington, il messaggio è duplice: apertura alla trattativa, ma nessuna concessione sul nucleare e sulla libertà di navigazione. Per Teheran, invece, l’intesa potrebbe rappresentare una via per ottenere un alleggerimento delle sanzioni e il riconoscimento di garanzie politiche sulla propria sovranità. Le prossime ore diranno se le indiscrezioni dei media arabi si tradurranno in un annuncio ufficiale o se il negoziato resterà ancora sospeso.


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