Agricoltura sotto pressione, Coldiretti lancia l’allarme rincari e crisi filiere

20 Marzo 2026   18:05  

A Montesilvano migliaia in piazza contro l’impennata dei costi agricoli mentre cresce il timore per la tenuta delle produzioni locali e dell’intero comparto agroalimentare

È un grido d’allarme quello lanciato in Abruzzo da Coldiretti, che parla apertamente di emergenza rincari durante la mobilitazione andata in scena a Montesilvano, dove circa tremila tra agricoltori e pescatori si sono riuniti per denunciare una situazione sempre più critica.

Al centro della protesta, l’aumento dei costi di produzione, cresciuti fino al 30%, spinto anche dalle tensioni internazionali e dagli effetti indiretti della crisi in Medio Oriente. A incidere maggiormente sono soprattutto i prezzi di fertilizzanti, energia, antiparassitari e materie plastiche, con aumenti a doppia cifra che mettono in difficoltà l’intero comparto agricolo.

Secondo l’organizzazione, il rischio è concreto: molte produzioni agricole potrebbero subire rallentamenti o addirittura fermarsi, con ricadute su occupazione e approvvigionamento. Una dinamica che richiama quanto già accaduto con la guerra in Ucraina, evidenziando la fragilità di un sistema europeo fortemente dipendente da forniture esterne.

Nel corso dell’iniziativa, che ha visto la partecipazione dei vertici nazionali come Ettore Prandini e Vincenzo Gesmundo, insieme al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, è stato ribadito il bisogno di interventi urgenti a livello europeo per sostenere le imprese e garantire la continuità produttiva.

Non sono mancate critiche anche alle normative internazionali, in particolare sulle regole che consentirebbero di etichettare come made in Italy prodotti che non lo sono interamente, con possibili ripercussioni sulla competitività delle aziende locali.

In Abruzzo, il quadro appare particolarmente delicato: le aree interne e le realtà agricole più strutturate sono tra le più esposte agli aumenti, con intere filiere che risentono del caro costi. Coldiretti indica la necessità di una svolta, puntando su modelli più sostenibili e sull’utilizzo di concimi naturali, per ridurre la dipendenza dai mercati esteri.

La mobilitazione si inserisce in un contesto nazionale più ampio, con iniziative analoghe già svolte in diverse regioni, a conferma di una crisi che coinvolge l’intero sistema agricolo italiano.


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