Auto Ama rubata e incendiata: mistero nella notte tra Campo di Pile e Sassa

03 Aprile 2026   12:21  

Veicolo sottratto dal deposito aziendale e ritrovato carbonizzato tra gli alberi mentre indagini e ipotesi si moltiplicano su un episodio ancora senza responsabili

Giallo all’Aquila tra furto e incendio doloso con precedenti simili che riaccendono l’attenzione sulla sicurezza dei mezzi pubblici e delle strutture aziendali

Nuovo episodio dai contorni poco chiari nel territorio de L’Aquila, dove un veicolo dell’azienda Ama L'Aquila è stato prima rubato e poi ritrovato completamente bruciato. Si tratta di una Fiat Panda, sottratta durante la notte dal deposito situato nella zona di Campo di Pile e successivamente rinvenuta carbonizzata nei pressi di Pagliare di Sassa.

A fare la scoperta sono stati i Vigili del Fuoco, intervenuti in seguito alla segnalazione di un’auto in fiamme. Una volta domato l’incendio, è stato possibile risalire alla provenienza del mezzo, con la conseguente segnalazione ai vertici dell’azienda e l’avvio delle verifiche del caso.

Sul luogo del ritrovamento sono giunti anche gli agenti della polizia, che hanno avviato gli accertamenti per chiarire la dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabilità. Secondo una prima ricostruzione, ancora da confermare, il furto sarebbe avvenuto nella tarda serata, quando una persona – probabilmente con il volto coperto – si sarebbe introdotta all’interno dell’area aziendale per poi allontanarsi a bordo della vettura.

Gli investigatori non escludono che l’autore del gesto potesse conoscere bene la struttura e l’organizzazione degli spazi del deposito, elemento che potrebbe aver facilitato l’azione. Nelle prossime ore è attesa anche la formalizzazione della denuncia da parte dell’azienda.

Non si tratta di un caso isolato: negli ultimi mesi altri episodi hanno coinvolto mezzi della stessa società, tra cui veicoli ritrovati abbandonati o utilizzati impropriamente. Un quadro che alimenta interrogativi sulla sicurezza delle aree operative.

Al momento le ipotesi restano aperte. Tra le piste al vaglio degli inquirenti vi è quella di un gesto dimostrativo, forse un avvertimento, oppure quella di un utilizzo illecito del mezzo seguito dall’incendio per eliminare eventuali tracce. Tuttavia, allo stato attuale, non emergono elementi concreti in grado di indirizzare con certezza le indagini verso una specifica motivazione.


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