Barnard: uno Stato sovrano ricostruirebbe L'Aquila creando moneta

Il più grande crimine

05 Marzo 2011   14:30  

Se lo Stato avesse ancora la propria moneta sovrana ci sarebbero i soldi per ricostruire L’Aquila’ . Stampando semplicemente i miliardi di euro che occorrono e utilizzandoli per pagare cantieri, tecnici e materiali. Come è stato fatto negli Stati Uniti per salvare le banche - ma solo perchè erano le banche -  inventando miliardi di dollari dal nulla, premendo un bottone. Cosa che non viene fatto per aiutare i 40 milioni di americani che mangiano una volta al giorno per mancanza di soldi.

Ma per far questo l'Italia dovrebbe essere davvero un paese sovrano, non come ora uno stato senza moneta, essendo l'euro una moneta senza stato. Un paese asservito dal vero Potere invisibile e discreto, che si arricchisce avendo espropriato la moneta ai popoli per poterli prestare ad usura agli Stati, costringendoli ad indebitarsi e a svendere i beni comuni.

E si dovrebbe dunque smascherare il grande micidiale inganno che una cricca planetaria di speculatori e finanzieri sta perpetrando da decenni nei confronti degli stati e dell'umanità. Confutare la fandonia secondo cui stampare moneta crea inflazione, e che questo è il male assoluto. Creare moneta significa creare ricchezza, lavoro, benessere, crea cicli virtuosi che conterrebbe l'inflazione. 

E quanto afferma il giornalista Paolo Barnard che ieri a L'Aquila ha illustrato il suo pensiero economico e politico argomentato, con la consulenza di grandi economisti dissidenti dal pensiero unico,  nel suo saggio‘‘Il più grande crimine’’.

''La possibilità di emettere moneta insieme alla spesa in deficit dello Stato democratico -  ha detto Barnard - erano strumenti per far aumentare la ricchezza del cittadino ed arrivare anche alla piena occupazione, peccato che tutto ciò si scontrava contro gli interessi dei grandi capitalisti, che mentre si affermavano le democrazie, studiavano il sistema per togliere agli Stati queste armi che ledevano i loro interessi.

Per togliere il potere legislativo e monetario agli Stati sovrani alcuni economisti, come Jean Monet , nel 1943  si inventano l’Unione Europea e monetaria. Vennero create delle Fondazioni di studio dove venne forgiata la futura classe dirigente – schiava della grande industria che comandava, francese e tedesca - che assunse poi negli anni successivi il potere, e mise le manette allo stato sfruttando quattro postulati dell’economia neoclassica:

-          Ricardo ‘'risparmiare per spendere'’ – se lo Stato finanzia la spesa in deficit i cittadini si comportano come se mettesse una tassa, ovvero risparmierebbero in vista della tassa; 

-          Adam Smith '‘nel mercato c’è una mano invisibile che regola tutto, basta che lo Stato non intervenga’';

-          Equilibrio dei prezzi;

-          Solo i salari bassi garantiscono la piena occupazione;

-          Friedman '‘la moneta crea inflazione’' – se l’emissione è maggiore della domanda.

Con queste poche teorie si genera la crisi della democrazia: milioni di persone vengono ‘‘stupidite’’ attraverso i mass media ed i nuovi ritmi di vita in modo da essere tenute da parte rispetto alla partecipazione democratica, i sindacati vengono indeboliti attraverso le concertazioni e dagli anni ottanta finisce – secondo Barnard - la storia dell’umanità.

Quello che è stato fatto prendendo parte all’Unione Europea e Monetaria è stato di fatto abolire le nostre Costituzioni, poiché la nostra legge è subordinata a quella europea, e con l’entrata nell’euro abbiamo reso quel famoso indebitamento pubblico che negli Stati con moneta sovrana non era tale, un indebitamento a tutti gli effetti, poiché adesso l’emissione dell’euro della BCE lo colloca nei mercati di capitali privati, con il conseguente indebitamento per gli interessi in caso di prestito e richiesta della moneta.

Siamo adesso vittime di una spirale verso il basso da cui è impensabile uscire – sia perché nessuno prenderà mai la decisione di staccarsi dall’euro, sia perché questo ci condannerebbe nei primi tempi a quanto sofferto dall’Argentina – consapevoli che, seppur rimanendo nell’euro, siamo condannati ugualmente all’impoverimento che stiamo vedendo già negli ultimi anni''.

Emanuela Bruschi

IL PIU’ GRANDE CRIMINE

Prefazione al libro che può essere scaricato da internet

Questo saggio vi parla del più grande crimine in Occidente dal secondo dopoguerra a oggi. Milioni di esseri umani e per generazioni furono fatti soffrire e ancora soffriranno per nulla. I dettagli e l’ampiezza della loro sofferenza sono impossibili da rendere in parole.

Soffrirono e soffriranno per una decisione che fu presa a tavolino da pochi spregiudicati criminali, assistiti dai loro sicari intellettuali e politici. Essi sono all’opera ora, mentre leggete, e il piano di spoliazione delle nostre vite va intensificandosi giorno Dopo giorno, anno dopo anno.

La decisione di cui parlo si è materializzata in un progetto di proporzioni storiche come pochi prima, architettato con un dispiegamento di mezzi impressionante, quasi impossibile da concepire per una mente comune, e una finalità che toglie il respiro solo a considerarla: la distruzione degli Stati sovrani, delle leggi, delle classi lavoratrici, e di ogni virgulto rimasto di democrazia partecipativa in tutto l’Occidente, per profitto. Fu letteralmente deciso a tavolino, e ci sono riusciti: nomi e cognomi, date e fatti, nelle righe che seguono.

Quella decisione piagò, e tutt’ora sta piagando, l’esistenza di milioni di famiglie e di milioni di singole vite tormentate dalla disoccupazione, con le infinite agonie sociali e personali che causa; costrette a penuria e malattia dai tagli al Welfare e alla Sanità, con i suoi eserciti di morti anzi tempo; e poi mettete in conto i morti sul lavoro nella perenne rincorsa al taglio dei costi; l’attacco frontale alle pensioni, che immiserisce fino all’oltraggio gli ultimi preziosi anni di tantissime persone degne; i centesimi spesi per l’istruzione, cioè la condanna all’arretratezza sociale per schiere di giovani vite oggi ormai irrecuperabili; il precariato, che è stata ed è la più oscena negazione del diritto al proprio futuro, portatore di drammi personali come gli aborti decisi per carenza di reddito o i danni irreparabili alla dignità della persona, e strumento di resa in neo-schiavitù della forza lavoro; sto parlando degli impieghi nelle fabbriche con stipendi sempre al limite dell’indecenza per milioni di operai, impiegate, manovali; della svendita dei beni pubblici edificati col sacrificio di generazioni, ma alienati per “far cassa” a seguito di un subdolo inganno; delle economie nazionali sempre minacciate dalla crisi, e noi sempre con l’acqua alla gola per una vita intera, la nostra vita e quella di tantissimi che ci hanno preceduti, intimiditi dall’incessante incubo del debito degli Stati e della perenne carenza di ricchezza. Insomma, milioni di persone, milioni di destini troncati, vite schiacciate per sempre. Era ed è tutto un inganno.

Tutto fu deciso a tavolino e non era necessario accadesse. Mai stato necessario. Mai esistita una reale ragione economica per quelle sofferenze e non esiste oggi. Ci hanno mentito e continuano a mentirci i ministri, gli economisti, i docenti, i giornalisti. E si pensi solo al patetico contrattare dei sindacati su delle briciole di benessere in busta paga, quando nel frattempo quella decisione stava sventrando il mondo del lavoro senza rimedio.

I sindacati non hanno mai saputo né capito nulla, poveracci loro, ancor più miseri i lavoratori.
In realtà fu tutto voluto a tavolino perché dovevamo vivere nel bisogno, nella carenza istituzionalizzata, dovevamo lavorare come schiavi, avvelenarci il vivere e consumarci nell’invidia dei privilegiati. Poi morire. Così ci avrebbero neutralizzati. Infatti avevano paura di noi, persino terrore, perché sapevano che le cittadinanze partecipative, in alleanza col potere legislativo degli Stati sovrani e della democrazia, erano sul punto di finirli per sempre all’apice di duecento cinquant’anni di lotte dal basso. Dunque
distruggere noi, gli Stati, le leggi e la democrazia. E ci sono riusciti. I loro fini erano e rimangono il lucro e l’accumulo in cima alla piramide sociale di un immenso potere. Questo ci hanno fatto, ci stanno facendo, oggi con sempre maggiore perfidia.
E’ senza dubbio il più grande crimine in Occidente dal secondo dopoguerra a oggi.

Gli ingredienti usati per architettare questo abominio sono stati la manipolazione di massa e del consenso politico, la castrazione della spesa a deficit dello Stato, l’uso della moneta, la deflazione dei mercati, e in particolare i falsi dogmi sul debito e sull’inflazione. E non è il ‘complotto del signoraggio’. C’è ben altro, qualcosa di immensamente più grave.

Ma affinché voi possiate comprendere appieno l’entità del crimine di cui sopra, devo prima raccontarvi cos’è il denaro, come lo Stato lo impiega, perché lo impiega in tal modo, devo chiarire tanti malintesi che circondano la questione monetaria. Devo soprattutto ricostruire i passaggi storici del Vero Potere che hanno preceduto lo scempio finale. Solo dopo tutto ciò ha senso giungere al Più Grande Crimine, e alle sue odiose propaggini odierne.

 


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