La riforma punta a uniformare il bollo auto nazionale: nuove regole per prima scadenza, durata annuale, rateizzazione regionale e noleggio a lungo termine dal 2027.
Il bollo auto si prepara a cambiare. Il riordino inserito nel decreto dedicato al federalismo fiscale e ai tributi locali punta a rendere più omogenee sul territorio nazionale le procedure legate alla tassa automobilistica, intervenendo soprattutto su scadenze e modalità di pagamento.
La riforma non determina automaticamente un aumento o una diminuzione del costo del bollo. I criteri utilizzati per stabilire l’importo resteranno sostanzialmente gli stessi: continueranno quindi a pesare la potenza del motore espressa in kilowatt, la classe ambientale del veicolo e le eventuali maggiorazioni stabilite a livello regionale.
Non viene modificata nella sua impostazione neppure la disciplina del superbollo per le automobili più potenti. Restano inoltre le principali agevolazioni ed esenzioni previste dalla normativa nazionale, comprese quelle applicate ai veicoli completamente elettrici.
Il cambiamento più evidente scatterà dal 1° gennaio 2028 e interesserà le automobili di nuova immatricolazione. Il primo bollo avrà una durata di 12 mesi esatti, calcolati prendendo come riferimento il mese nel quale il veicolo è stato immatricolato.
Viene così superato, per le nuove immatricolazioni, il tradizionale sistema che prevedeva l’allineamento della prima scadenza a determinati periodi dell’anno, storicamente collegati ai mesi di aprile, agosto e dicembre. Il nuovo meccanismo segue un criterio già utilizzato in alcune Regioni, tra cui Lombardia e Piemonte.
Per le automobili che saranno già in circolazione al momento dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni non è invece previsto un generale azzeramento delle vecchie scadenze: continueranno a essere applicate quelle già esistenti.
Cambierà anche il termine entro il quale effettuare il primo pagamento. Per un veicolo appena immatricolato, il bollo dovrà essere versato entro l’ultimo giorno del mese successivo all’immatricolazione.
Se, ad esempio, una vettura verrà immatricolata nel corso di marzo, il primo versamento dovrà essere effettuato entro la fine di aprile. Negli anni successivi, il calendario resterà collegato al mese di immatricolazione, creando una scadenza regolare e facilmente identificabile dal proprietario.
La riforma introduce inoltre una possibilità ulteriore per le Regioni, che potranno prevedere, per determinate categorie di veicoli, una modalità di pagamento con frequenza quadrimestrale. Non si tratterà quindi di una rateizzazione automaticamente disponibile per tutti gli automobilisti: saranno i singoli enti territoriali a stabilire se applicarla e con quali modalità.
Un capitolo specifico riguarda il noleggio a lungo termine, settore nel quale il provvedimento interviene per definire con maggiore precisione a quale Regione debba essere attribuito il gettito del bollo.
Come principio generale continuerà a essere considerata la sede legale della società. Qualora però l’attività ordinaria dell’impresa venga svolta prevalentemente presso un’altra sede, le entrate saranno attribuite alla Regione nella quale si trova quest’ultima.
Per le società estere che dispongono di più sedi secondarie in Italia verrà invece presa come riferimento quella nella quale si concentra principalmente la gestione operativa.
Una prima novità arriverà già dal 1° gennaio 2027 e riguarderà la registrazione dei contratti. Le locazioni a lungo termine senza conducente dovranno risultare anche presso il Pubblico Registro Automobilistico (PRA), oltre alla registrazione nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione.
L’obbligo interesserà i nuovi contratti, ma anche quelli stipulati precedentemente al 2027 qualora vengano successivamente rinnovati o prorogati.
La riforma, dunque, interviene principalmente sull’organizzazione della tassa e non sul suo importo: per chi acquisterà un'auto dal 2028 il riferimento centrale diventerà il mese di immatricolazione, mentre per il parco circolante continueranno a valere le scadenze già consolidate.