Caffè sempre più caro, la tazzina vola: ecco dove costa di più

18 Agosto 2026   17:39  

L’espresso al bar raggiunge in media 1,29 euro e aumenta del 24,2% in cinque anni: Bolzano guida i rincari, mentre Messina resta la più economica.

Il tradizionale caffè al bar pesa sempre di più sul portafoglio degli italiani. Nel giro di cinque anni il prezzo medio dell'espresso è aumentato del 24,2%, passando dagli 1,04 euro del 2021 agli attuali 1,29 euro. Venticinque centesimi in più che, moltiplicati per milioni di consumazioni quotidiane, raccontano un cambiamento significativo per uno dei riti più radicati nel Paese.

I numeri emergono da uno studio realizzato dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc) insieme ad Assoutenti, sulla base dei dati ufficiali dell'Osservatorio prezzi del Mimit. Il confronto territoriale mostra però differenze importanti.

A conquistare il poco invidiabile primato della tazzina più costosa è Bolzano, dove un espresso raggiunge mediamente 1,51 euro. Subito dietro compare Pescara, con 1,49 euro. Complessivamente sono ormai 11 le province nelle quali il prezzo medio ha raggiunto o superato quota 1,40 euro: oltre alle prime due figurano Ferrara, Belluno, Ravenna, Trieste, Parma, Trento, Padova, Treviso e Udine.

All'estremo opposto si trova Messina, dove per un espresso si spendono mediamente 1,06 euro, seguita da Catanzaro con 1,08 euro. Soltanto Aosta, Siracusa, Varese, Roma e Pistoia, insieme alle due città citate, riescono a mantenere il prezzo sotto la soglia di 1,20 euro.

Ancora più marcate sono le differenze considerando l'evoluzione dei prezzi dal 2021. Il rincaro maggiore è stato registrato a Pescara, dove in cinque anni la tazzina è diventata più cara del 49%. Seguono Parma con +41%, Bari con +39,5% e Napoli con +37,8%. Gli incrementi più contenuti riguardano invece Aosta (+6,7%), mentre Cagliari, Biella e Reggio Emilia si attestano intorno al +15%.

Il fenomeno non sembra però spiegabile esclusivamente attraverso il costo della materia prima. Secondo Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del Crc, le quotazioni internazionali hanno infatti rallentato rispetto ai picchi raggiunti nel 2025. Il Robusta, dopo aver toccato circa 5.600 dollari a tonnellata, si trova attorno ai 3.900 dollari, mentre l'Arabica è scesa verso 3,20 dollari per libbra, contro valori superiori ai quattro dollari dello scorso anno.

Dietro gli aumenti applicati dai bar peserebbero quindi anche energia, personale, affitti e costi di gestione, spese che finiscono inevitabilmente per riflettersi sul prezzo pagato dal consumatore.

Il settore arriva inoltre da anni particolarmente complessi: raccolti difficili e problemi climatici nei principali Paesi produttori avevano portato nel 2025 le quotazioni internazionali su livelli eccezionalmente elevati, con ripercussioni lungo l'intera filiera.

Nel frattempo stanno cambiando anche le abitudini degli italiani. Nel 2026 le vendite di caffè in chicchi sono aumentate del 33% in Italia, mentre cresce la diffusione delle macchine domestiche dotate di macinacaffè. Un fenomeno osservato anche in Francia (+35%) e Germania (+31,2%) e che potrebbe progressivamente sottrarre spazio a capsule e cialde.

Secondo il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso, proprio la combinazione tra aumento della tazzina e nuove modalità di consumo domestico potrebbe modificare un'abitudine che per decenni è sembrata intoccabile. L'espresso al bancone rimane un rito quotidiano per milioni di persone, ma il suo prezzo continua ad allontanarsi sempre più dal simbolico euro che per anni ha rappresentato il riferimento dei consumatori.


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