Biotina, vitamine B, C e D insieme a ferro e zinco contribuiscono alla salute dei capelli, ma gli integratori servono soprattutto quando esistono reali carenze.
Capelli fragili, spenti o che cadono più del solito possono diventare motivo di preoccupazione, soprattutto durante i cambi di stagione. Dietro un peggioramento della salute della chioma, tuttavia, possono esserci numerosi fattori: dallo stress alle abitudini alimentari, fino a specifiche carenze nutrizionali. Per questo, prima di ricorrere automaticamente agli integratori, è importante cercare di comprendere l'origine del problema.
Le vitamine partecipano a diversi processi metabolici che coinvolgono i follicoli piliferi e contribuiscono al mantenimento della normale struttura del capello. Un ruolo centrale spetta anche alla cheratina, proteina fondamentale per forza ed elasticità della fibra capillare.
Un'alimentazione varia ed equilibrata rappresenta quindi il primo strumento per garantire all'organismo i nutrienti necessari. Quando mancano determinate sostanze, infatti, possono risentirne sia il follicolo sia il cuoio capelluto, con capelli potenzialmente più deboli e una crescita meno regolare.
Tra i nutrienti maggiormente associati al benessere dei capelli troviamo biotina, vitamine del gruppo B, vitamina D, A, C ed E, insieme a minerali quali zinco, ferro, selenio e rame.
La biotina, conosciuta anche come vitamina B7 o B8, è probabilmente una delle sostanze più note quando si parla di integratori per capelli. Contribuisce al mantenimento di capelli normali e una sua carenza può essere associata ad alterazioni della chioma. Anche le altre vitamine del gruppo B partecipano a importanti funzioni metaboliche dell'organismo.
La vitamina D è invece coinvolta nei processi che interessano il follicolo pilifero, mentre la vitamina C contribuisce alla normale formazione del collagene e svolge un'azione antiossidante. La vitamina E partecipa alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.
Attenzione però alla convinzione che assumere quantità maggiori significhi automaticamente ottenere capelli più forti. Alcune vitamine, in particolare quelle liposolubili come A e D, possono accumularsi nell'organismo e un'assunzione eccessiva può comportare effetti indesiderati. Gli integratori devono quindi essere utilizzati rispettando dosaggi e indicazioni.
La questione diventa ancora più importante quando si verifica una caduta dei capelli. Una perdita diffusa può essere associata in alcuni casi a carenze di vitamina D, vitamina B12, ferro o zinco, ma le possibili cause sono numerose.
La caduta può infatti essere semplicemente stagionale oppure essere collegata a un telogen effluvium, fenomeno che può manifestarsi dopo periodi di forte stress, febbre elevata, interventi chirurgici, parto o altri cambiamenti dell'organismo. Anche una dieta fortemente restrittiva, bassi livelli di ferritina e alcune condizioni mediche possono avere un ruolo.
Proprio per questo assumere vitamine senza conoscere la causa della perdita dei capelli potrebbe non risolvere il problema.
Quando esiste il sospetto di una carenza di ferro, vitamina D o altri nutrienti, gli esami del sangue possono fornire indicazioni utili al medico per stabilire se sia realmente necessaria un'integrazione.
Un discorso particolare riguarda invece i capelli bianchi. La progressiva comparsa della canizie è principalmente collegata alla diminuzione della melanina che conferisce colore al capello e può essere influenzata da genetica, età e altri fattori.
Le vitamine del gruppo B e l'acido folico possono contribuire a correggere eventuali carenze nutrizionali, ma non esiste un integratore capace di restituire il colore originario a un capello già diventato bianco.
Per chi utilizza un integratore specifico per capelli è importante rispettare la dose giornaliera indicata, senza aumentarla nella speranza di accelerare i risultati. Il ciclo di crescita del capello richiede tempo e gli eventuali effetti di una correzione nutrizionale non sono immediati.
Il consiglio del medico o del farmacista diventa particolarmente importante in presenza di patologie, terapie farmacologiche, gravidanza o allattamento e quando la caduta è intensa, prolungata o presenta caratteristiche insolite.
Prima degli integratori resta comunque fondamentale l'alimentazione. Uova, pesce, legumi, cereali integrali, frutta secca, semi oleosi e verdure a foglia verde permettono di assumere numerosi nutrienti coinvolti nel normale mantenimento dei capelli.
Salmone e pesce azzurro forniscono proteine, vitamina D e acidi grassi; uova e legumi apportano diversi micronutrienti; noci, mandorle e semi possono contribuire all'assunzione di zinco, selenio e vitamina E, mentre verdure come spinaci e broccoli rappresentano fonti di vitamine e minerali.
Gli integratori possono dunque rappresentare un supporto quando esiste un'effettiva necessità, ma non sostituiscono una dieta equilibrata né permettono di affrontare indistintamente tutte le forme di caduta dei capelli. Individuare la causa rimane il passaggio fondamentale per scegliere l'intervento più appropriato.