Secondo Codacons e dati Mimit, dopo quaranta giorni di rincari iniziano lievi correzioni ai distributori, ma il gasolio in Abruzzo continua ancora a salire
Dopo una lunga sequenza di aumenti, sul fronte dei carburanti si intravedono i primi segnali di rallentamento. A rilevarlo è il Codacons, che ha rielaborato i dati diffusi dal Mimit: sulla rete ordinaria il gasolio scende in media a 2,180 euro al litro, con una flessione di 0,4 centesimi rispetto alla giornata precedente, mentre la benzina si attesta a 1,793 euro al litro, in calo di 0,3 centesimi. Un’inversione di tendenza ancora timida, che arriva dopo 40 giorni consecutivi di rincari.
Il quadro, però, cambia se si guarda alla situazione regionale. Per il gasolio, infatti, i ribassi interessano quasi tutto il Paese, ma non l’Abruzzo, dove il prezzo medio registra addirittura un incremento di 0,4 centesimi. Stesso andamento anche in Sicilia e Basilicata, mentre in Emilia-Romagna e Puglia i listini risultano fermi. Tra le regioni che beneficiano dei tagli più evidenti figurano invece Liguria e Valle d’Aosta. Sul fronte della benzina, la discesa appare più diffusa e coinvolge quasi tutto il territorio nazionale.
Diversa la situazione sulla rete autostradale, dove il gasolio risulta ancora in lieve crescita e raggiunge una media di 2,204 euro al litro, mentre la benzina arretra a 1,823 euro al litro. Numeri che confermano una dinamica ancora instabile, con riduzioni limitate e non uniformi, legate anche alle tensioni che nelle ultime settimane hanno inciso sui mercati energetici e sui prezzi alla pompa.
Secondo l’associazione dei consumatori, il calo registrato resta comunque quasi impercettibile per gli automobilisti. La riduzione odierna, osserva il Codacons, si traduce in un risparmio medio di circa 20 centesimi per un pieno di gasolio e di circa 15 centesimi per la benzina. Un beneficio giudicato ancora insufficiente, soprattutto alla luce del recente crollo del petrolio e del precedente intervento del Governo sul fronte delle accise, entrato in vigore il 19 marzo 2026.
Per l’Abruzzo, dunque, il dato appare in controtendenza rispetto al quadro nazionale: mentre in molte aree d’Italia si registra una prima, seppur minima, frenata dei prezzi, nella regione il gasolio continua a muoversi verso l’alto. Un segnale che alimenta le preoccupazioni di famiglie, pendolari e autotrasportatori, ancora alle prese con costi elevati e con una flessione che, almeno per ora, non si traduce in un alleggerimento reale della spesa quotidiana.