Decreto sicurezza approvato tra tensioni e proteste: Aula spaccata sul voto finale

24 Aprile 2026   15:19  

Via libera definitivo alla Camera dopo due giorni di confronto serrato tra maggioranza e opposizione, tra cori, polemiche politiche e nuove misure sui rimpatri volontari

Il decreto sicurezza è diventato ufficialmente legge dopo il voto della Camera dei Deputati, che ha dato il via libera con 162 voti favorevoli, 102 contrari e un astenuto. Il provvedimento è stato approvato al termine di una lunga maratona parlamentare durata due giorni, culminata nella mattinata con il voto finale dopo la fiducia posta dal governo.

In Aula erano presenti il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il vicepremier Matteo Salvini, protagonisti di una giornata segnata da forti contrapposizioni politiche. Parallelamente, il Consiglio dei Ministri ha approvato in tempi rapidi un decreto correttivo relativo ai rimpatri volontari assistiti, introducendo modifiche operative al testo appena convertito.

Tra le principali novità, il contributo economico di 615 euro destinato a chi presta assistenza nelle procedure di rimpatrio sarà erogato solo al termine dell’iter amministrativo, e non più legato all’effettiva partenza del migrante. Inoltre, viene ampliata la platea dei soggetti coinvolti, eliminando il vincolo che limitava l’assistenza ai soli avvocati.

Una nota di Palazzo Chigi chiarisce anche la revisione del ruolo del Consiglio Nazionale Forense, con la definizione futura dei criteri per individuare gli operatori autorizzati e per stabilire le modalità di compenso attraverso un decreto ministeriale.

Il clima in Aula si è fatto particolarmente acceso al momento dell’approvazione definitiva. Le opposizioni hanno esposto cartelli con la scritta “La nostra sicurezza è la Costituzione” e intonato il canto “Bella Ciao”, alla vigilia del 25 aprile. In risposta, dai banchi della maggioranza si è levato l’Inno d’Italia, poi seguito dall’intero emiciclo.

Sulla vicenda è intervenuto il leader della Lega Matteo Salvini, che ha definito l’episodio “non rispettoso”, sottolineando che l’Aula “non è un festival canoro”. Di segno opposto le parole del deputato Nicola Fratoianni, che ha parlato di “ipocrisia” da parte della destra, difendendo il valore simbolico del canto partigiano.

Dura anche la replica del deputato Gianfranco Rotondi, che ha accusato le opposizioni di voler “dividere” il Paese, mentre dai banchi del Partito Democratico è arrivata una critica netta al provvedimento, definito “inefficace” e indicativo del “fallimento dell’azione di governo”.

Nonostante le tensioni, il vicepremier Salvini ha espresso soddisfazione per l’approvazione, parlando di “una giornata positiva” e sostenendo che il decreto porterà effetti concreti “nelle case e sulle strade degli italiani”.

Il provvedimento, destinato ora alla piena attuazione operativa, si inserisce in un quadro politico già segnato da forti divisioni, con il tema della sicurezza e dell’immigrazione al centro del confronto tra maggioranza e opposizione.


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