Sotto shock una comunità intera dopo il ritrovamento del corpo di un giovane nel garage di un palazzo: ricostruzione degli investigatori e dettagli sull’arma
Un caso di omicidio familiare scuote la città: un giovane di 21 anni, Andrea Sciorilli, è stato trovato senza vita nel garage del palazzo in cui abitava con i genitori. Per il delitto è stato arrestato il padre, Antonio Sciorilli, ora detenuto con l’accusa di omicidio volontario.
Secondo quanto emerso dalle prime indagini, l’arma utilizzata sarebbe un’accetta, successivamente recuperata dagli investigatori dopo le indicazioni fornite dallo stesso indagato. Un elemento che ha consentito di chiarire rapidamente alcuni passaggi cruciali dell’accaduto.
La dinamica ricostruita parla di almeno tre colpi violenti, inferti rispettivamente alla testa, allo zigomo e allo sterno. Un’aggressione che, stando agli elementi raccolti, si sarebbe consumata al culmine di una lite domestica. A dare l’allarme è stato un testimone oculare, che avrebbe visto il padre in prossimità del corpo del figlio.
Al momento dei fatti, all’interno dell’abitazione erano presenti esclusivamente padre e figlio. La madre, assente in quelle ore, ha trovato sul posto i carabinieri già impegnati nei rilievi al suo rientro. Il corpo è stato rinvenuto nei pressi dell’ingresso del garage del condominio situato in via Circonvallazione Istoniense.
Gli accertamenti tecnici hanno evidenziato tracce di sangue non solo nel garage, ma anche sul pianerottolo e all’interno dell’ascensore. Elementi che rafforzano l’ipotesi investigativa secondo cui la violenza sarebbe iniziata in casa per poi proseguire fino ai locali comuni dello stabile.
Durante l’interrogatorio, l’indagato è stato assistito dal suo legale, l’avvocato Massimiliano Baccalà, presente in tutte le fasi dell’audizione. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Vasto, guidata dal procuratore capo Domenico Angelo Raffaele Seccia, insieme alle pm Silvia Di Nunzio e Miriam Manfrin.
Alle attività investigative partecipano i carabinieri del comando provinciale di Chieti, diretti dal colonnello Cosimo Damiano Di Caro, con il supporto del reparto operativo e della compagnia locale. Le indagini proseguono per chiarire il movente e ricostruire con precisione la sequenza degli eventi che hanno portato alla tragedia.