Decreto sicurezza nel mirino: incentivi agli avvocati agitano il Quirinale

20 Aprile 2026   18:29  

Il Colle osserva con attenzione la norma sugli incentivi per i rimpatri volontari: tensione politica crescente e dubbi giuridici mentre si avvicina la scadenza per la conversione

Resta alta l’attenzione del Quirinale sulla disposizione contenuta nel decreto Sicurezza che introduce un incentivo economico per gli avvocati impegnati nelle pratiche di rimpatrio volontario. La misura prevede un compenso di 615 euro per ogni procedura seguita, nel caso in cui il migrante assistito scelga di rientrare nel proprio Paese d’origine.

Da diversi giorni il Colle monitora con attenzione l’evoluzione della norma, che ha suscitato forti reazioni sul piano politico e giuridico. Le opposizioni hanno sollevato critiche, mentre alcuni costituzionalisti hanno espresso perplessità sulla compatibilità della misura con i principi dell’ordinamento.

Secondo quanto si apprende da ambienti istituzionali, il Presidente della Repubblica valuterà il provvedimento esclusivamente sulla base degli atti ufficiali. Una volta giunto al vaglio del Capo dello Stato, le opzioni restano quelle previste dalla prassi: firma, rinvio alle Camere oppure promulgazione accompagnata da una lettera di osservazioni.

Nel frattempo, non sembrerebbe aver convinto pienamente la soluzione proposta dal capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, che ha ipotizzato di affrontare la questione attraverso un ordine del giorno collegato al testo. Una strada che, secondo diverse valutazioni, potrebbe non essere sufficiente a superare i rilievi sollevati.

Il nodo resta quindi aperto, anche alla luce delle tempistiche stringenti: il decreto dovrà essere convertito in legge entro il 25 aprile, pena la sua decadenza. Un passaggio che rende ancora più delicato l’equilibrio tra esigenze politiche, valutazioni tecniche e prerogative istituzionali.


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