Dalla Francia alla Penisola Iberica fino alla Germania, la quinta ondata di calore dell’estate riporta temperature estreme e conferma una stagione eccezionalmente persistente.
Non sono soltanto i valori raggiunti dai termometri a caratterizzare l’estate 2026 in Europa occidentale, ma soprattutto la frequenza con cui il caldo estremo è tornato a imporsi. Dalla fine di maggio il continente ha infatti attraversato cinque distinte ondate di calore, separate da intervalli relativamente brevi.
La prima fiammata era arrivata addirittura prima dell’inizio dell’estate meteorologica. Da quel momento le incursioni di aria molto calda di origine africana si sono ripresentate ripetutamente, interessando soprattutto il settore occidentale del continente.
Anche la nuova ondata ha avuto il proprio epicentro tra Penisola Iberica e Francia, ma questa volta l’aria rovente è riuscita a spingersi molto più a nord, raggiungendo anche la Germania. Per diversi giorni una fascia estesa per migliaia di chilometri ha registrato temperature nettamente superiori alle medie stagionali.
Il dato più impressionante arriva ancora una volta dalla Francia, dove in diverse località la colonnina di mercurio ha superato i 40°C, raggiungendo punte superiori ai 43°C.
Il Paese è arrivato al 17° giorno consecutivo caratterizzato da caldo anomalo, una delle sequenze più lunghe osservate. A rendere particolarmente significativa questa fase non sono stati soltanto i picchi termici, ma soprattutto l’estensione territoriale delle temperature eccezionalmente elevate.
Il caldo intenso, infatti, non è rimasto confinato alle regioni meridionali francesi. Valori molto elevati hanno interessato anche le aree occidentali e quelle centro-settentrionali, con la giornata del 13 agosto caratterizzata da una lunga serie di record locali.
Condizioni estreme anche in Spagna, dove tra il 13 e il 15 agosto numerose località hanno nuovamente superato la soglia dei 40°C. Il 14 agosto a Écija sono stati raggiunti 42,3°C, mentre valori superiori ai quaranta gradi sono stati registrati in diverse zone dell’Andalusia e dell’interno della Penisola Iberica.
Non si tratta necessariamente di nuovi record assoluti per la Spagna, che in passato ha già sperimentato temperature ancora superiori. L’elemento maggiormente significativo è ancora una volta la persistenza del caldo: arrivati alla metà di agosto, ampie porzioni del territorio continuano a registrare valori tipici delle fasi più estreme dell’estate.
Scenario simile in Portogallo, dove il 14 agosto la temperatura massima ha raggiunto 40,9°C a Mirandela, nel nord-est del Paese. Anche in questo caso il valore resta inferiore ai massimi storici nazionali, ma si inserisce in un’estate iniziata sotto il segno delle anomalie termiche.
Già alla fine di maggio, infatti, il Portogallo aveva registrato un nuovo record nazionale mensile, con 40,3°C a Mora. Un segnale arrivato quando l’estate meteorologica non era ancora formalmente iniziata.
La portata della nuova fiammata africana emerge ancora più chiaramente osservando quanto accaduto più a nord. Temperature molto elevate hanno raggiunto anche la Germania, dimostrando come la massa d’aria calda non sia rimasta confinata alle tradizionali aree mediterranee.
Questa quinta ondata ha quindi coinvolto una porzione molto ampia dell’Europa occidentale e centrale, con temperature prossime ai 40°C spinte insolitamente verso nord.
Per comprendere la particolarità dell’estate 2026 bisogna però guardare all’intera sequenza iniziata a maggio. Dopo la precoce prima ondata, giugno ha portato nuove intense fasi di caldo e ha contribuito a quello che è risultato il giugno più caldo mai registrato nell’Europa occidentale.
Anche luglio ha mantenuto lo stesso andamento, alternando nuove fiammate di caldo estremo a una progressiva crescita della siccità e degli incendi. La quinta ondata, culminata tra il 13 e il 15 agosto, ha quindi riportato oltre 43°C la Francia, sopra 42°C la Spagna e oltre 40°C il Portogallo, estendendo contemporaneamente il caldo verso l’Europa centrale.
Più che il singolo record, è dunque la continuità delle anomalie a caratterizzare questa stagione. Le pause relativamente brevi tra una fase calda e quella successiva hanno favorito il progressivo accumulo di calore, l’inaridimento dei terreni e condizioni sempre più favorevoli alla propagazione degli incendi.
Cinque ondate di calore in meno di tre mesi delineano così un’estate europea segnata non soltanto da temperature eccezionali, ma soprattutto dalla loro precocità, frequenza e persistenza.