Il vicepremier visita Palmoli, difende i genitori e attacca il provvedimento sui minori rilanciando il caso con interrogativi destinati ad alimentare polemiche.
Nuovo capitolo nella vicenda della famiglia nel bosco, con l’intervento del vicepremier Matteo Salvini, che da Palmoli ha preso posizione in modo netto sulla controversa decisione relativa ai tre minori, rilanciando il dibattito sul caso con dichiarazioni destinate a far discutere.
Dopo aver incontrato Nathan e Catherine e visitato il casolare in cui la coppia vive, Salvini ha descritto una realtà profondamente diversa da quella emersa nelle ricostruzioni più critiche. Pannelli solari, spazi immersi nella natura, un contesto rurale autosufficiente e, soprattutto, una serie di aspetti che — secondo il leader leghista — sarebbero stati adeguati alle richieste avanzate. “È stato chiesto di sistemare la casa, lo hanno fatto. Sul piano sanitario ci sono pediatra e vaccinazioni. Anche il profilo educativo sarebbe stato affrontato, con la disponibilità di un insegnante. Cosa si aspetta ancora?”, ha domandato ai cronisti.
Parole che si inseriscono in una vicenda già fortemente divisiva e che Salvini ha affrontato anche sul piano politico e umano. Il vicepremier ha contestato la misura che ha portato alla sospensione della potestà genitoriale, sollevando interrogativi sulle condizioni dei minori dopo mesi di separazione dalla famiglia. “La domanda è semplice: oggi stanno meglio o peggio?”, ha osservato, definendo questo il punto centrale della questione.
Durissimo anche il passaggio sullo stile di vita della coppia, che Salvini ha difeso come modello educativo alternativo, ma non per questo assimilabile a situazioni di degrado o pericolo. “Diverso non significa illecito”, il senso del ragionamento espresso, accompagnato dal confronto con altri contesti familiari critici nei quali, ha sottolineato, spesso gli interventi tardano ad arrivare.
Il vicepremier ha poi parlato di possibili errori di valutazione, escludendo malafede ma mettendo in discussione il percorso seguito. Ha descritto i due genitori come persone colte, con esperienze internazionali e una precisa scelta di vita legata all’Italia. Proprio su questo ha affidato il passaggio più duro del suo intervento: l’idea che una famiglia che ha scelto il Paese per crescere i figli in serenità si trovi oggi al centro di una vicenda tanto complessa.
Le dichiarazioni hanno immediatamente riacceso l’attenzione su un caso che continua a dividere opinione pubblica, politica e ambienti istituzionali, mentre il confronto giudiziario e mediatico resta aperto. E con l’ingresso diretto di Salvini nella vicenda, il caso della famiglia nel bosco assume ora una dimensione ancora più nazionale.