Il nuovo rapporto di Itinerari Previdenziali fotografa la distribuzione dell’imposta sui redditi: meno di un quinto dei contribuenti sostiene il 65% dell’intero gettito Irpef nazionale.
Sono 42,8 milioni gli italiani che risultano contribuenti, ma soltanto 34,1 milioni versano effettivamente almeno un euro di Irpef. Tradotto sull'intera popolazione nazionale, significa che circa 24,8 milioni di persone non corrispondono imposta personale sul reddito, comprese quasi nove milioni di persone che figurano comunque tra i contribuenti.
È la fotografia contenuta nella tredicesima edizione dell'Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate di Itinerari Previdenziali, presentato il 24 settembre al CNEL e costruito utilizzando i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze e dell'Agenzia delle Entrate relativi ai redditi prodotti nel 2024 e dichiarati nel 2025.
I numeri mostrano una forte concentrazione del gettito Irpef nelle fasce di reddito medio-alte. Su una popolazione di circa 58,9 milioni di abitanti, i dichiaranti sono esattamente 42.837.963, mentre 34.105.072 soggetti hanno versato almeno un euro di imposta.
Partendo dalle fasce inferiori, il 47,13% dei contribuenti dichiara fino a 20mila euro lordi annui: si tratta di poco meno di 20,2 milioni di persone che, complessivamente, contribuiscono per circa il 5% dell'Irpef totale.
Allargando il perimetro ai redditi fino a 29mila euro, si arriva al 69,78% dei contribuenti, ai quali è riconducibile il 21,33% dell'imposta complessiva. Il restante 30,22% dei contribuenti, quindi, sostiene il 78,67% del gettito Irpef.
La distribuzione diventa ancora più evidente osservando le fasce superiori. I contribuenti che dichiarano più di 35mila euro lordi all'anno rappresentano appena il 18,78% del totale, circa otto milioni di persone, ma versano da soli il 65% dell'intera Irpef.
Restringendo ulteriormente il campo, chi dichiara oltre 55mila euro rappresenta il 6,25% dei contribuenti, ma sostiene il 40,63% del gettito.
Ancora più marcata la concentrazione nelle fasce superiori: le persone che dichiarano oltre 100mila euro annui sono 745.615, appena l'1,75% dei contribuenti, e versano complessivamente il 22,25% dell'Irpef. Sopra i 200mila euro si trova invece circa lo 0,3% dei contribuenti, al quale è riconducibile quasi il 10% dell'imposta complessiva.
Il rapporto consente anche di quantificare il valore complessivo della base imponibile. Nel 2024 sono stati prodotti e successivamente dichiarati redditi per 1.076 miliardi di euro. Il gettito considerato dall'Osservatorio raggiunge 216,24 miliardi, dei quali 193,316 miliardi derivano dall'Irpef ordinaria, 16,17 miliardi dalle addizionali regionali e 6,76 miliardi da quelle comunali.
Lo studio mette inoltre a confronto l'andamento dei redditi con quello della spesa pubblica nell'arco di diciassette anni. Tra il 2008 e il 2024, i redditi dichiarati sono aumentati di circa 270 miliardi, pari al 34,54%. Nello stesso periodo l'inflazione cumulata indicata dal rapporto è stata del 32,17%, mentre il Pil è cresciuto del 34,31%.
Più sostenuto l'incremento della spesa pubblica: dai 789,45 miliardi del 2008 si è arrivati a 1.108,4 miliardi nel 2024, dopo il picco di circa 1.150 miliardi registrato nel 2023. L'aumento complessivo nell'arco temporale considerato è quindi di circa 319 miliardi, pari al 40,4%.
Particolarmente rilevante è l'andamento della spesa assistenziale, passata nello stesso periodo da circa 73 a 180 miliardi di euro, con una crescita indicata dallo studio nel 146,5%. Un andamento che il Centro Studi mette in relazione con il tema della sostenibilità del sistema di welfare finanziato attraverso la fiscalità generale.
I dati richiedono tuttavia una distinzione importante: non pagare Irpef non equivale automaticamente a non pagare tasse. L'analisi riguarda infatti principalmente l'imposta personale sui redditi e la sua distribuzione. Anche chi non versa Irpef può contribuire alle entrate pubbliche attraverso IVA, accise e altre imposte indirette.
Il quadro che emerge dall'Osservatorio riguarda quindi soprattutto la concentrazione dell'Irpef: quasi sette contribuenti su dieci, quelli con redditi dichiarati fino a 29mila euro, generano poco più di un quinto dell'imposta, mentre circa tre contribuenti su dieci sostengono quasi quattro quinti del gettito. Una distribuzione che il rapporto pone al centro del dibattito sulla capacità futura di finanziare sanità, assistenza e welfare attraverso la fiscalità generale.