Dopo il crollo di abitazioni e l’isolamento del paese, cresce la tensione tra cittadini e istituzioni mentre scuole e servizi restano chiusi per sicurezza
A Silvi Paese, in provincia di Teramo, resta alta la tensione dopo la violenta frana che ha colpito Contrada Santa Lucia, causando la distruzione di quattro abitazioni, di cui una completamente crollata. A distanza di ore dall’evento, il movimento del terreno sembra aver rallentato, ma il rischio non è considerato superato.
I tecnici della Protezione civile sono pronti a installare nuovi sensori di monitoraggio per controllare eventuali ulteriori cedimenti e analizzare la situazione a monte della provinciale 29b, punto cruciale dell’area interessata. Secondo le prime valutazioni, la zona superiore, caratterizzata da un terreno più roccioso, potrebbe offrire maggiori garanzie di stabilità, ma le verifiche sono ancora in corso.
Intanto cresce la rabbia dei residenti, che denunciano ritardi negli interventi. Durante un acceso confronto con il sindaco Andrea Scordella, i cittadini hanno evidenziato come già a fine gennaio fossero visibili crepe e cedimenti strutturali, senza che fossero adottate misure tempestive come la chiusura della strada. Il primo cittadino ha assicurato che al momento non si registrano nuovi movimenti significativi e che i controlli proseguiranno nei prossimi giorni.
La situazione è aggravata dall’isolamento del paese, causato anche da un secondo smottamento in Contrada Valle Scura, che ha compromesso i collegamenti principali. La viabilità risulta fortemente limitata, con disagi per residenti, studenti e servizi pubblici.
Sul fronte scolastico, resteranno chiuse fino al 1° aprile la scuola elementare di Silvi Paese e l’infanzia Belfiore, mentre la palestra comunale non riaprirà prima del 6 aprile. Un’ordinanza ha inoltre disposto l’evacuazione di altri edifici situati in via San Rocco, nelle vicinanze dell’area colpita.
Tra le storie più drammatiche, quella della famiglia Di Bernardo, proprietaria di un B&B travolto dalla frana. “Non ci è rimasto nulla, nemmeno gli oggetti personali”, raccontano, sottolineando come ogni tentativo di recuperare beni sia stato vano a causa delle macerie.
Il territorio resta sotto osservazione mentre le autorità lavorano per garantire sicurezza e ripristinare gradualmente le condizioni di normalità.