Tra degrado diffuso, violenze e denunce ignorate, i residenti raccontano anni di convivenza forzata con spaccio, intimidazioni e illegalità nelle palazzine popolari di periferia.
Un clima segnato da paura, intimidazioni e degrado costante è quello denunciato dai residenti delle palazzine popolari di via Tavo, dove da anni si susseguono episodi di illegalità e tensione sociale. A raccontarlo è Francine Diane Gillissen, residente al civico 229, che da oltre un decennio segnala una situazione divenuta, secondo il suo racconto, sempre più difficile da sostenere.
Nel dettaglio, la donna riferisce di atti vandalici ripetuti, tra cui cassette postali incendiate, gomme d’auto squarciate e furti continui, anche all’interno degli spazi condominiali. «Se proviamo a reagire veniamo minacciati», spiega, descrivendo una quotidianità fatta di pressioni e ritorsioni. Tra gli episodi segnalati, anche il lancio di sostanze corrosive, rifiuti e oggetti contro le abitazioni, a testimonianza di un contesto percepito come altamente instabile.
Secondo la residente, la zona sarebbe interessata da un continuo via vai legato allo spaccio di droga, con situazioni che coinvolgerebbero anche nuclei familiari. Un quadro che, a suo dire, evidenzia una condizione di forte disagio sociale e una crescente sensazione di insicurezza diffusa.
Le segnalazioni sarebbero state inoltrate più volte anche all’Ater, ente proprietario degli immobili, senza però ottenere risposte risolutive. Tra le criticità denunciate figurano anche allacci abusivi alle utenze, con furti di energia elettrica e acqua ai danni degli altri residenti.
Sulla vicenda è intervenuto il consigliere comunale Domenico Pettinari, che da tempo segue la situazione. Il rappresentante istituzionale chiede l’avvio della decadenza dell’assegnazione per gli alloggi coinvolti, sottolineando un ritardo nelle procedure amministrative. «Parliamo di pratiche ferme da oltre un anno», afferma, evidenziando la necessità di interventi rapidi per il ripristino della legalità.
Pettinari riferisce inoltre di ricevere numerose segnalazioni settimanali da cittadini esasperati. Il fenomeno, secondo quanto dichiarato, si sarebbe intensificato dopo l’abbattimento del cosiddetto Ferro di Cavallo, con una redistribuzione delle attività illecite in altre aree della città, tra cui la zona del Ferruccio, storicamente segnalata come critica.
Nel frattempo, resta aperto anche il tema dell’emergenza abitativa: sarebbero circa 650 le persone in graduatoria per una casa popolare, mentre alcuni alloggi verrebbero utilizzati, secondo le denunce, per attività illegali legate allo spaccio, con guadagni stimati fino a 5mila euro al giorno. Una situazione che alimenta tensioni e richieste di intervento da parte dei cittadini.