A diciassette anni dal sisma del 2009 emergono dati contrastanti: forte recupero del patrimonio privato, ritardi sul pubblico e segnali positivi da scuola, università e popolazione
A diciassette anni dal devastante Terremoto dell'Aquila del 2009, il processo di ricostruzione nel capoluogo abruzzese presenta luci e ombre. Secondo gli ultimi dati, il comparto privato ha raggiunto il 96% degli interventi completati o in fase avanzata, mentre la ricostruzione pubblica si ferma intorno al 60%, evidenziando ancora ritardi significativi.
Nel territorio comunale de L'Aquila risultano finanziati circa 80 interventi per un valore complessivo superiore ai 425 milioni di euro, di cui 33 già conclusi. Particolare attenzione è rivolta all’edilizia scolastica, con un piano da oltre 117 milioni di euro distribuiti su 22 progetti: quattro scuole sono state completate, mentre altri interventi risultano in fase di appalto o realizzazione.
Tra le opere attese entro il 2026 figurano i nuovi poli scolastici di Gignano-Torretta-Sant’Elia e San Sisto-Santa Barbara, insieme a diversi asili nido. Tuttavia, resta ancora elevato il numero di studenti, circa 3.500 tra bambini e ragazzi, che frequentano strutture temporanee.
Segnali incoraggianti arrivano dal mondo della formazione: l’Università degli Studi dell'Aquila registra un aumento degli iscritti, passando da 18.969 nel 2021/2022 a 19.785 nel 2024/2025. Crescono anche gli studenti del Gran Sasso Science Institute, oltre a quelli dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio.
Dal punto di vista demografico, la popolazione residente si mantiene stabile attorno alle 70 mila unità, con un incremento del 2% rispetto al 2017 e una crescita significativa, pari al 15%, nel centro storico.
In netto calo, invece, la presenza negli alloggi emergenziali: al 1° aprile 2026 si contano 833 residenti nei Case e 443 nei Map, numeri drasticamente inferiori rispetto al 2010, quando erano rispettivamente 14.576 e 2.852.
Il sindaco Pierluigi Biondi ha sottolineato come la città abbia affrontato il percorso con determinazione e dignità, trasformando il ricordo del sisma in un processo di rinascita e prospettiva futura.