La fauna selvatica si riappropria delle cìttà deserte

24 Marzo 2020   11:01  

L’ emergenza Internazionale Coronavirus costringe ormai da giorni la cittadinanza a restare il più possibile nelle proprie abitazioni. Lo sfollamento delle aree di ritrovo pubbliche parchi, giardini, quartieri e zone periferiche hanno dunque favorito il riavvicinamento di alcune specie selvatiche che negli ultimi giorni sono state frequentemente avvistate nel pescarese.

Facendo riferimento alle segnalazioni di esemplari, erroneamente definiti, “Bambi” o “camoscio” avvenuti in questi giorni nell’area metropolitana del capoluogo adriatico, ed all’impatto verificatosi il giorno 23/03/20 tra una vettura ed un “cervo” sull’asse attrezzato all’altezza del centro commerciale Megalò, occorre precisare che si tratta in tutti i casi di esemplari di capriolo (Capreolus capreolus).

Come dichiarano Maria Elena Napoleoni e Riccardo Cerquitelli, attenti osservatori della nostra fauna << Il capriolo è un piccolo cervide di dimensioni simili a quelle di un cane da pastore tedesco, che da qualche anno ha ricolonizzato le aree collinari e costiere della nostra regione, a seguito delle reintroduzioni effettuate nei parchi nazionali, preferendo ambienti a mosaico costituiti dall’ alternanza di piccoli boschi e campi coltivati che gli hanno permesso una perfetta integrazione anche nelle nostre zone di campagna collinare, non si tratta di un animale sconosciuto ma solo di una delle specie che in un passato recente sono scomparse a causa della caccia>>  . Questi animali sono attivi prevalentemente nelle prime ore serali e del mattino, non di rado frequentando parchi e giardini in periferie e piccoli centri abitati ma se non disturbati si osservano anche in pieno giorno come è comune in molte nazioni del nord Europa nelle quali i caprioli brucano indisturbati accanto alle autostrade in pieno giorno.

Le numerose attività che abitualmente si svolgono all’ aperto, divenute negli ultimi giorni oggetto di divieto, hanno probabilmente permesso alla fauna selvatica di sentirsi meno disturbata, favorendo numerosi avvistamenti nei centri abitati di questi ed altri animali selvatici.

Tra i casi analoghi di animali che in questi giorni di quarantena è stato possibile osservare con maggior facilità anche in aree insolite, riportiamo, ad esempio, i delfini avvistati sotto le banchine nei porti di Cagliari e Trieste, o ancora le lepri avvistate nei giardini di Milano. Si potrebbero riportare numerosi altri esempi di animali che in qualche modo si riappropriano degli spazi “lasciati” dagli uomini durante questa emergenza sanitaria Internazionale.  E’ il caso ad esempio anche di uccelli rapaci come il Falco di palude o lo Sparviere fotografati dagli ornitologi della SOA addirittura dalle finestre delle case a S. Teresa di Spoltore ed a Casalincontrada.

E’ bene ricordare che i caprioli non costituiscono alcun genere di minaccia per l’uomo. In caso di avvistamento è raccomandabile non cercare di disturbarli tentando di inseguirli, avvicinarli o nutrirli, bensi’ di limitarsi ad osservarli mantenendo una distanza che non arrechi disturbo all’ animale e, solo in caso di necessità,  segnalare la presenza alle autorità competenti.


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