Tra ipotesi di smart working, consumi ridotti e possibili limitazioni alla mobilità, il governo valuta scenari straordinari legati alla crisi energetica e alle tensioni internazionali
Si fa sempre più concreto lo scenario di un possibile lockdown energetico in Italia, legato alle tensioni internazionali e alle incertezze sull’approvvigionamento di gas. A lanciare l’allarme è il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha ammesso come il rischio di misure straordinarie sia reale, pur senza un piano già definito.
Tra le ipotesi allo studio da parte del governo guidato da Giorgia Meloni, figura un’estensione significativa dello smart working, sulla scia di quanto già sperimentato durante la pandemia. Attualmente circa il 17% dei dipendenti pubblici lavora in modalità agile, ma il quadro normativo consentirebbe un ampliamento rapido di questa soluzione.
Sul fronte dei consumi energetici, si valutano interventi diretti per ridurre la domanda: tra questi, l’abbassamento di un grado delle temperature dei condizionatori e dei sistemi di riscaldamento, oltre a limiti sull’utilizzo giornaliero. Non è escluso il ritorno delle targhe alterne e una riduzione dell’illuminazione pubblica, comprese strutture e monumenti.
Parallelamente, si punta a rafforzare la produzione interna di energia, anche attraverso il possibile riavvio di centrali a carbone e un’accelerazione sulle fonti rinnovabili. Alcuni comparti industriali ad alto consumo potrebbero essere chiamati a ridurre o rimodulare le attività.
Il nodo principale resta però quello del gas, soprattutto in relazione ai flussi provenienti dall’estero e al ruolo strategico dello Stretto di Hormuz. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin è al lavoro su un piano per la gestione della domanda, con possibili misure già a partire da maggio.
Nonostante il quadro complesso, alcuni settori considerati essenziali, come sanità e scuola, dovrebbero restare esclusi da eventuali restrizioni più severe, evitando il ritorno alla didattica a distanza. Il confronto proseguirà nei prossimi giorni anche in Parlamento, con l’obiettivo di preparare il Paese a scenari emergenziali limitando l’impatto su cittadini e imprese.
Sul piano europeo, infine, si rafforza la richiesta di una risposta coordinata da parte dell’Unione Europea, ritenuta fondamentale per affrontare una crisi definita tra le più complesse degli ultimi anni.