Dopo la decisione del Consiglio di Stato sulle sezioni da rivotare, il sindaco Masci rivendica correttezza, Costantini parla di elezioni nulle e chiede chiarezza ai cittadini.
All’indomani della sentenza con cui il Consiglio di Stato ha disposto la ripetizione delle elezioni amministrative in 23 sezioni su 170 del Pescara, il confronto politico si riaccende. A prendere posizione sono il sindaco Carlo Masci e il suo principale avversario, il candidato di centrosinistra Carlo Costantini.
Accanto al primo cittadino è intervenuto anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che in conferenza stampa ha espresso sostegno politico all’amministrazione comunale. Marsilio ha ribadito la fiducia nell’orientamento dell’elettorato e nella leadership di Masci, sottolineando come il centrodestra si prepari ad affrontare questa nuova fase elettorale nel rispetto delle decisioni giudiziarie, pur evidenziando le difficoltà legate a una consultazione ripetuta a distanza di quasi due anni dal voto originario.
Masci, dal canto suo, ha richiamato il contenuto della motivazione della sentenza, sostenendo che non emergerebbero condotte irregolari riconducibili all’amministrazione, ma esclusivamente errori formali attribuiti ai presidenti di seggio, nominati dalla Corte d’Appello. Il sindaco ha parlato di un danno politico subito da sé e dalla maggioranza, rivendicando la propria onestà personale e annunciando la disponibilità a tutelarsi in sede legale in caso di accuse ritenute lesive della reputazione.
Di segno opposto la lettura di Costantini, che definisce la consultazione ormai priva di validità. Secondo l’esponente del centrosinistra, non si può più ridurre la vicenda a semplici vizi procedurali: le irregolarità sostanziali, a suo dire, avrebbero portato all’annullamento dell’elezione del sindaco, del Consiglio comunale e dei nominati. Da qui l’appello a una informazione corretta e trasparente nei confronti dei cittadini, chiamati nuovamente alle urne.