MONTORIO AL VOMANO : mons aureus per i latini : un borgo dalle antichissime origini

03 Luglio 2014   09:35  

Il Comune, che ha una estensione di 53,5 Kmq. e un’ altitudine di 263 m., è per la maggior parte collinare e pianeggiante, solo in piccola parte montagnoso. Situato all’imbocco dell’Alta Valle del Vomano, sulla riva sinistra del fiume e alle porte del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga , il paese si trova sulla via del passo delle Capannelle e fin dall’antichità è stato il punto di transito obbligato nel collegamento tra la costa adriatica e la tirrenica.

Il suo borgo ,che si snoda tra scorci suggestivi , pregevoli palazzi medievali e monumenti di notevole valore artistico, è un luogo ricco di storia, numerosi sono i tesori culturali che racchiude, vestigia delle varie dominazioni che vi si sono succedute.

ORIGINE DEL NOME

Ci sono diverse ipotesi sull'origine del nome Montorio. La più probabile ha origine dai colli che circondano il paese coperti di lussureggianti coltivazioni di grano, da qui il nome latino Mons Aureus (monte d'oro). Anche il simbolo comunale riporta nella sua iconografia traccia di questa etimologia vi sono raffigurati infatti tre colli con delle spighe di grano piantate sopra.

STORIA

L'attuale assetto di Montorio al Vomano presenta un aspetto medioevale. Le origini della cittadina sono invece di epoca pre-romana come attestano le rovine di un tempio dedicato a Ercole. Si crede che questo possa essere il sito dell'antica Beretra, menzionata dai geografi d'età classica (altri studiosi ritengono invece che Beretra sia l'attuale Civitella del Tronto). Nel Medioevo la località diventa Mons Aureus, da cui l'attuale denominazione che trova conferma nei resti di insediamenti rustici di epoca romana rinvenuti . Il più antico nucleo dell'attuale abitato si costituì probabilmente intorno all'XI secolo e si ampliò notevolmente nel corso del Trecento .

Nel XV secolo, per concessione di Alfonso I d'Aragona, fu data in feudo a Pietro Camponeschi di l'Aquila. Passò in seguito, per via di matrimonio, ai Carafa di Napoli, e quindi all'altra famiglia napoletana dei Caracciolo. Dal 1596 al 1761 l'ebbero in feudo con titolo marchionale i Crescenzi di Roma e, infine, i Marchesi di Santo Spirito di Napoli.

IL CENTRO STORICO

Vi si entra per il Corso che immette nella vasta , vivace e bella piazza Orsini l’antica piazza del Mercato , su cui si affaccia la cinquecentesca Parrocchiale di San Rocco con la Collegiata che venne fatta edificare a partire dal 1527 dalla contessa Vittoria Camponeschi. La chiesa ha una duplice facciata, una in pietra e una a mattoni e ad intonaco. Vi si aprono due portali, uno di forme tardo rinascimentali (1549) e l’altro, barocco, del 1633. Nell’interno sono custoditi 4 monumentali altari lignei settecenteschi intagliati e dorati con statue e due preziosi dipinti d’epoca uno del 1530 raffigurante la  Resurrezione  e  l'altra, del 1607, L'Ultima Cena.

Di notevole interesse artistico sono anche il busto ligneo cinquecentesco di San Rocco e l’Organo settecentesco di autore anonimo (cm. 450 x 370 x 180 ca.): uno strumento di grande rilevanza storico-artistica; alcuni documenti rinvenuti nell'archivio parrocchiale, ne testimoniano la provenienza napoletana e la datazione al 1636, attestandolo come l'organo più antico finora conosciuto in Abruzzo. Altro aspetto molto importante è la sostanziale integrità del corpo sonoro.

La piccola Chiesa di S. Antonio con annesso convento di S. Francesco si trova su un lato della Piazza Orsini. La sua fondazione è ignota ma, per forma e costruzione, si suppone sia stata edificata prima dell'Ordine dei Minori (cioè prima del '500). Inizialmente dedicata a San Francesco, fu consacrata a Sant'Antonio quando sulla porta della chiesa fu scoperta un'iscrizione del Santo. L'interno conserva un'acquasantiera del '500 con animali acquatici nel bacino, mentre la base presenta medaglioni in stile classico, Le vetrate che raffigurano Santa Caterina da Siena e Santa Chiara sono invece più recenti. Ai lati dell'altare maggiore sono i rappresentanti due miracoli del Santo: quello della mula che s'inginocchia davanti al Sacramento e, sulla sinistra, quello di Sant'Antonio morente che viene portato a Padova, opera del teramano Ugo Sforza.

Sulla stessa piazza è il Palazzo Marchesale Camponeschi-Carafa, con bel portale e tracce di affreschi nell'interno che risalgono al 1500. All'imboccatura di via del Municipio si notano i due archi dell'antico Palazzo dell'Università di Montorio: poco avanti ,attraverso quella che anticamente fu una delle due porte di accesso al paese, si raggiunge la piccola ma scenografica Piazza della Conserva, con il vecchio lavatoio.

Situata anch’essa nel cuore del centro storico la Chiesa degli Zoccolanti venne così chiamata dai montoriesi  per l'usanza dei Frati Minori Osservanti di indossare zoccoli di legno, provocando rumore durante le processioni. Si presenta nell'assetto del 1755, quando Carlo di Borbone la fece ingrandire e restaurare quasi dalle fondamenta, arricchendola di cornicioni, colonne, stucchi e cappelle.  La facciata è semplice mentre l'interno a navata unica è arricchito da un organo ligneo dipinto e da cinque altari lapidei con decori e stucchi in stile rococò. Interessanti i due affreschi dell'altare principale, uno con il Papa che concede la bolla di riconoscimento dell'Ordine di San Francesco, l'altra raffigurante l'estasi del Santo.

Suggestivo, infine, il Chiostro un tempo affrescato con immagini di Santi e stemmi gentilizi pitturati da monaci. Nel 1998, sotto la guida della Sovrintendenza, è iniziato un lavoro di restauro che ha trasformato il chiostro inun museo di arte, cultura e tradizione popolare della Vallata del Vomano che raccoglie la collezione privata dell'artista Giovanni Gavioli che in oltre 30 anni ha reperito migliaia di antichi attrezzi della civiltà contadina.

Di notevole interesse è la ricostruzione in miniatura degli antichi mestieri e scene di vita quotidiana che sono in gran parte animate e danno uno spaccato della vita tipica delle popolazioni abruzzesi della fine dell'ottocento e i primi anni del novecento riproducendo molti antichi mestieri ormai scomparsi.

Nell'antico Borgo si può ammirare anche la piccola ma deliziosa Chiesetta di San Filippo, cui si accede da una scalinata che offre scorci molto suggestivi fra le vecchie case. Proseguendo si notano alcuni pregevoli portali in pietra, fra cui la stupenda facciata quattrocentesca di Casa Catini, con il portale dei leoni dal cui interno, si può ammirare la pittoresca veduta sul corso del Vomano.

Su un'altura ai margini dell'abitato è ubicata la Chiesa con annesso Convento dei Cappuccini  fondata nel 1576, ricca di notevoli testimonianze artistiche, fra cui begli altari lignei di cui il maggiore fu intagliato dal famoso fra' Giovanni Palombieri di Teramo, verso la fine del '700. Di grande interesse alcuni monumenti nei dintorni del paese : a  Villa Brozzi  si trova la Chiesa di Santa Maria in Brecciano a navata unica, con soffitto ligneo dipinto a cassettoni, uno splendido ciborio trecentesco e vari resti altomedioevali.

Al di sotto sono stati ritrovati i resti di una villa d'età imperiale; a Leognano, il Palazzo cinquecentesco dei Marchesi Civico, ove nel 1744 nacque Melchiorre Delfico, e la Parrocchiale di San Salvatore, ricchissima di altari di legno intagliato e dorato e di pregevoli tele, in corso di restauro. Di proprietà privata ma visitabile all'esterno, è l'antichissima Chiesa di San Lorenzo situata  lungo la strada che da Teramo conduce a Montorio, ove si sono rinvenute tracce più che cospicue d'epoca romana e resti di sepolcri.

Occupata dai Benedettini (si chiamò infatti, per un certo tempo, San Benedetto a Paterno), trasformata in splendide forme romaniche, con stupenda abside, e interno diviso da colonne con capitelli di squisita e originale fattura, e una cripta ad ambulacro, è uno dei monumenti più interessanti dell'intera provincia teramana, sebbene sia tuttora pressoché sconosciuta.

 

Il Tempio di Ercole A circa 7 km da Montorio al Vomano in direzione L'Aquila, si trovano i resti di un rarissimo Tempio preromano dedicato ad Ercole che sorge sull'antica via che conduceva a Roma in posizione strategica . Immerse nel verde dei boschi , le arenarie multicolori e l’azzurro del fiume, queste rovine , costituiscono un importante polo di attrazione turistico- naturalistica.

PERSONAGGI

A Leognano di Montorio nacque nel 1744 il grande filosofo,studioso ed economista  Melchiorre Delfico, più noto come personalità teramana. Fra i tanti protagonisti della storia civica e artistica d'Italia che ebbero i natali a Montorio ricordiamo il violinista Giovanni Falchini (nato nel 1790); Francesco Marcacci (1844-1960), maestro di musica e compositore di grande talento, e padre Odorico D'Andrea (1916-1990), missionario in Nicaragua per il quale sta per aprirsi il processo di beatificazione. Fra i contemporanei merita, inoltre, di essere citato il regista Tonino Valeri, autore di numerose pellicole di successo.

Artigianato artistico

Stupendo è il Presepe  ideato in ambiente suggestivo dal montoriese Giovanni Gavioli, e aperto al pubblico durante il periodo natalizio e fino a tutto gennaio: centinaia di figure, vestite nei costumi tradizionali dei propri mestieri, che in un paesaggio mirabilmente illuminato e costellato di case, mulini in movimento, costituiscono un capolavoro di genialità. Gavioli è noto anche per aver raccolto manufatti della tradizione popolare locale che sono in mostra ,come già detto, nel Chiostro della Chiesa degli Zoccolanti trasformato in Museo di arte e tradizioni popolari.

MANIFESTAZIONI E FOLKLORE

Montorio è una realtà in continuo fermento, ricca di iniziativa sportive, culturali e artistiche che non si limitano ai mesi estivi, ma si sviluppano nel corso di tutto l'anno, facendo della cittadina sul Vomano uno dei centri più vivaci di tutta la provincia. Di antichissima origine l'usanza di festeggiare il Carnevale morto il giorno delle ceneri, celebrando un vero e proprio funerale.

In giugno l'Associazione "Montorio nostra" dà vita alla rievocazione storica della Congiura dei baroni, che trae spunto da una battaglia combattuta a Montorio il 7 maggio 1486 fra i baroni, fautori della restaurazione angioina e le truppe di Alfonso d'Aragona, figlio del re Ferdinando. Si conclude l'ultima domenica di luglio la quattro giorni de La Vetrina del Parco, rassegna completa della peculiarità dei comuni dell'area del Parco nazionale Gran Sasso d'Italia-Monti della Laga, organizzata dell'Associazione Il Chiostro. L'iniziativa, che si completa con momenti legati alla gastronomia locale, alla musica e all'intrattenimento, si arricchisce, ogni anno di novità e appuntamenti interessanti.

La stessa associazione organizza, due volte all'anno, il Mercatino dell'antiquariato. Luglio è anche il mese della Rassegna internazionale di musica popolare, nonché della Sagra del cinghiale e della Sagra della trota. Ricco di iniziative anche il mese di agosto: la Spaghettata in piazza, organizzata al fine di raccogliere donazioni a favore dell'Associazione italiana per la ricerca contro il cancro: enormi quantità di spaghetti vengono cucinate in piazza Orsini con i più svariati condimenti e distribuite gratis.

A metà agosto si svolge la Fiaccola della Speranza, un percorso podistico che ogni anno va da Montorio ad Assisi per tornare al Santuario di San Gabriele dove la fiaccola accende il tripodo che da inizio alla annuale Tendopoli giovanile. Anche Montorio al Vomano è inclusa, inoltre, nel circuito dell'Estate Laga-Gran Sasso e, per tutto il periodo estivo, le serate sono allietate da manifestazioni e iniziative di ogni genere.

 Nella prima settimana di settembre si svolge la Festa di San Rocco, patrono di Montorio, e della Madonna del Ponte. Annualmente si tiene una Rassegna di cinema d'autore che richiama un pubblico numeroso anche oltre i confini di Montorio al Vomano. Esiste, inoltre, già da qualche anno un Centro di aggregazione per la riduzione del disagio giovanile che propone sempre iniziative nuove e di interesse. Il Centro organizza corsi di formazione artistica (musica, pittura, teatro, ecc.) per i ragazzi dell'intera area territoriale che circonda Montorio e, periodicamente, mette in scena spettacoli e mostre che raccolgono un grande consenso di pubblico.

GASTRONOMIA

L’arte culinaria ha in Montorio una delle località provinciali più apprezzabili. Particolarmente prelibate sono le Trote alla griglia, pescate direttamente nei vivai del Vomano e del Rocchetta, ma le sapienti mani delle massaie montoriesi preparano in maniera sublime gli altri piatti tradizionali, tipici della cucina d'area teramana: sono le crespelle 'mbusse (piatto in brodo), il timballo con le crespelle, i maccheroni alla chitarra con le pallottine, le famosissime mazzarelle, gli arrosti e i formaggi, i bocconotti, la pizza dolce e i dolci secchi tipici di Montorio.

Evento Dal 27 al 29 giugno 2014 si svolgerà a Montorio al Vomano la terza edizione di "Weekend’Arte" tre giorni dedicati alla creatività artistica in tutte le sue forme con un ricco programma. Momenti di pittura, musica, scultura, fotografia, teatro, cultura, fumetto, spettacolo, artigianato, antichi mestieri, riciclo, sport e tanto altro animeranno con esposizioni e dimostrazioni dal vivo molteplici spazi dell’intero tessuto urbano.

Tra le innovative proposte dell’evento ci saranno il "Weekend in Comics" dedicato al fumetto nel Chiostro degli Zoccolanti, tre concorsi di cake design, fai da te e moda, un’estemporanea di pittura lungo le strade del centro cittadino, e lo "Spaziotempo Letteratura" presso la Fonte Vecchia, gestito dal gruppo "Poesie Vaganti", che organizzerà letture e presentazioni delle opere degli autori e giornalisti abruzzesi Marirosa Barbieri, Vittorina Castellano, Lucia Guida, Elisabetta Mancinelli, Daniela Quieti e Cinzia Maria Rossi nel duplice ruolo di scrittrice e coordinatrice degli interventi.

L’iniziativa è stata presentata in conferenza stampa dall’assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Montorio al Vomano , da Alfonso Di Silvestro , da Monica Procaccini presidente dell'associazione promotrice "Weekend’Arte" e da Fabrizio Veroni tesoriere dello stesso sodalizio.

Ricostruzione storiografica di Elisabetta Mancinelli


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