Maltempo, fondi insufficienti: protesta dei piccoli comuni contro il Governo

10 Aprile 2026   12:55  

Dopo l’ondata di eventi estremi sull’Appennino, i sindaci contestano i 50 milioni stanziati, ritenuti insufficienti per affrontare danni diffusi e criticità strutturali.

Le risorse stanziate dal Governo per far fronte ai danni causati dal recente maltempo non convincono i rappresentanti dei territori più colpiti. A sollevare critiche è il presidente del Coordinamento Nazionale dei Piccoli Comuni, Virgilio Caivano, che definisce i 50 milioni di euro messi a disposizione dal Consiglio dei ministri come un intervento «insufficiente e inadeguato».

Nel dettaglio, i fondi sono stati ripartiti tra diverse regioni: 20 milioni al Molise, 15 milioni all’Abruzzo, 10 milioni alla Puglia e 5 milioni alla Basilicata. Una distribuzione che, secondo Caivano, non tiene conto dell’effettiva portata dei danni registrati lungo l’intero Appennino italiano, dove si sono verificati frane, allagamenti e gravi disagi alla viabilità.

Il presidente dell’organismo parla apertamente di «risorse risibili», sostenendo che l’intervento non sia proporzionato alle necessità dei territori. Nel mirino anche l’assenza della Campania dal piano di sostegno, nonostante le criticità segnalate nelle aree irpina e sannita, anch’esse interessate da fenomeni estremi nelle ultime settimane.

Secondo Caivano, la mancata inclusione di queste zone evidenzia una carenza nella valutazione complessiva degli interventi, soprattutto considerando il ruolo strategico delle infrastrutture locali e delle arterie di collegamento tra i piccoli centri dell’area appenninica meridionale. «Non è stata considerata la reale condizione di disagio di molti territori», sottolinea, evidenziando il rischio di lasciare scoperti nodi cruciali per la mobilità e la sicurezza.

Le critiche si concentrano anche sull’operato del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, accusato di non avere una piena conoscenza delle fragilità strutturali che caratterizzano i piccoli comuni dell’entroterra. Una situazione che, secondo il Coordinamento, potrebbe tradursi in ulteriori difficoltà qualora non vengano adottati interventi più incisivi e mirati.

La questione resta aperta, mentre i territori colpiti continuano a fare i conti con le conseguenze del maltempo e con la necessità di risorse adeguate per la messa in sicurezza e la ricostruzione.


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