Correnti atlantiche protagoniste sull’Europa, clima mite sull’Italia e precipitazioni spesso sopra media, con possibili segnali di cambiamento solo nella seconda parte di febbraio
Le proiezioni a lungo termine confermano che, fino al 10 febbraio, la scena meteorologica europea sarà dominata da una circolazione di tipo atlantico. Correnti umide oceaniche e perturbazioni continueranno a scorrere dall’Oceano Atlantico verso il continente, interessando a più riprese anche il Mediterraneo e l’Italia. Non si tratterà di maltempo continuo, ma di una sequenza di fasi instabili alternate a pause più tranquille, con qualche giornata relativamente stabile tra un peggioramento e l’altro.
Nel complesso il periodo si presenterà poco freddo, soprattutto al Centro-Sud, dove le temperature si manterranno spesso su valori superiori alle medie stagionali. In questo contesto, la piovosità è attesa sopra la norma su diverse aree del Mediterraneo, complice la frequenza dei fronti perturbati e delle saccature atlantiche.
Dopo il 10 febbraio, alcuni modelli previsionali ipotizzano un aumento dell’ondulazione della circolazione, con i primi segnali di un possibile blocco atlantico in grado di favorire discese di aria più fredda verso l’Europa centro-settentrionale. Questo scenario, tuttavia, non implica automaticamente un’ondata di freddo sull’Italia: più probabilmente il nocciolo gelido resterebbe confinato a latitudini più settentrionali, mentre sul Mediterraneo continuerebbero a transitare perturbazioni organizzate e fasi di maltempo.
La parte finale della tendenza resta quindi incerta, perché i segnali di blocco atmosferico e le eventuali irruzioni fredde sono ancora in fase di assestamento. Per ora, lo scenario più affidabile resta quello di un febbraio iniziale dinamico, piovoso e mite, con l’Atlantico ancora protagonista e il freddo invernale relegato lontano dall’Italia.



