Due giovani romani recuperati in Val Maone dopo aver perso l’orientamento in quota: decisivo l’intervento del Soccorso Alpino di Teramo.
Momenti di apprensione sul Gran Sasso, dove due escursionisti romani di 25 e 27 anni sono stati recuperati nella tarda serata in Val Maone, sul versante teramano del massiccio. I due giovani si erano smarriti nel tardo pomeriggio mentre stavano affrontando un’uscita in montagna programmata lungo la Ferrata Danesi.
A complicare il percorso è stata la presenza di una fitta nebbia in quota, che ha reso difficile individuare la direzione corretta. I due escursionisti, invece di proseguire verso il rifugio Franchetti, come previsto dall’itinerario, avrebbero imboccato il versante opposto, finendo in una zona ancora interessata da neve residua.
La situazione è diventata delicata perché i giovani non disponevano dell’attrezzatura adatta per muoversi in sicurezza su terreno innevato. Con sé avevano soltanto il kit da ferrata, utile per il percorso attrezzato ma non sufficiente ad affrontare condizioni più impegnative, soprattutto con visibilità ridotta e presenza di neve.
Quando hanno compreso di non riuscire a rientrare autonomamente, i due hanno lanciato l’allarme chiedendo l’intervento del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. La macchina dei soccorsi si è attivata rapidamente con una squadra di terra della Stazione di Teramo, affiancata anche da personale sanitario.
I tecnici del Soccorso Alpino Abruzzo hanno raggiunto i due escursionisti, li hanno sottoposti ai controlli sanitari necessari e hanno verificato che fossero in buone condizioni. Dopo le prime valutazioni, entrambi sono stati accompagnati in sicurezza fino alla sede stradale.
L’intervento si è concluso intorno alle 22, senza conseguenze per i due giovani. L’episodio richiama l’attenzione sulle condizioni ancora variabili dell’alta montagna, dove anche in questo periodo dell’anno nebbia, neve residua e cambiamenti improvvisi del meteo possono trasformare un’escursione programmata in una situazione di rischio.